
Coronavirus, Sud Italia zona meno colpita d'Europa: numeri e cause
Domenica 12 Aprile 2020 10:00 di Stefano Crisafulli
Il Sud Italia è, insieme alla Grecia, l'area d'Europa che, in rapporto alla popolazione, ha meno casi in assoluto di coronavirus. Infatti, un'analisi approfondita dei dati in relazione all'intero territorio nazionale, evidenzia come il Paese sia diviso in due tra le gravi criticità che continuano ad interessare il Nord, e invece un Meridione che sta riuscendo a contenere l’emergenza.
Anche i dati forniti dalla Protezione Civile nella giornata di ieri confermano quanto l’epidemia sia concentrata in Lombardia, dove abbiamo 10.511 morti (il 54% di tutti quelli nazionali) e 57.592 casi (il 38% di tutti quelli nazionali). Se sommiamo alla Lombardia i dati di Emilia Romagna (19.635 casi e 2.481 morti), Piemonte (16.008 casi e 1.633 morti), Veneto (13.768 casi e 831 morti), Toscana (6.958 casi e 467 morti), Liguria (5.376 casi e 734 morti) e Marche (5.211 casi e 689 morti) arriviamo a 124.548 casi (l’81% del totale) e 17.346 morti (l’89% del totale).
Al contrario, nelle Regioni del Sud i numeri sono sicuramente molto più contenuti. Complessivamente tra Campania (3.517 casi e 238 morti), Puglia (2.904 casi e 253 morti), Sicilia (2.364 casi e 154 morti), Sardegna (1.091 casi e 73 morti), Calabria (915 casi e 66 morti), Basilicata (312 casi e 17 morti) e Molise (246 casi e 14 morti) abbiamo appena 11.349 casi (il 7,4% di tutt’Italia) e 815 morti (il 4% del totale), nonostante si tratti di un’area che conta 20 milioni di abitanti, il 33% di tutta Italia.
Il dato più importante in assoluto è che mentre al Nord ci sono ancora situazioni di alto rischio con focolai estremamente preoccupanti, nel Meridione tutte le Regioni hanno ampiamente superato il picco.
I numeri di ieri, infatti, hanno evidenziato appena 95 nuovi casi in Puglia, 75 in Campania, 62 in Sicilia, 28 in Sardegna, 14 in Calabria, 4 in Basilicata e 3 in Molise, per un totale di 281 nuovi casi in tutto il Sud su 20 milioni di abitanti, mentre al Nord nel solo comune di Milano (1 milione e 300 mila abitanti) sono stati 262.
Nel Meridione i numeri, dunque, sono assolutamente modesti e di gran lunga lontani dai picchi che in tutte le Regioni sono stati raggiunti a fine Marzo. E ciò nonostante che negli ultimi giorni siano stati effettuati un gran numero di tamponi, con il record detenuto dalla Calabria, dove, nonostante la rilevante quantità di tamponi, solamente il 5,2% delle persone sottoposte è risultato positivo.
A determinare questi dati è stato certamente il lockdown, quindi il blocco tempestivo prima che il Covid-19 si diffondesse troppo, ma ad agevolare il contenimento del fenomeno ci sono indubbiamente altre concause. Secondo il virologo Crisanti, infatti, è forte la speranza che possa aver inciso anche il clima, mentre il campano Perrella sostiene che la causa principale sia stata anche l'immunogenetica. A supporto della sua tesi quest'ultimo cita "uno studio del 2016 dell'Ateneo di Bologna che ha analizzato il Dna di 800 italiani originari di 20 province e ha evidenziato nell'Italia del Sud una risposta potenziata contro i batteri responsabili di tubercolosi e guerra".
Ma non mancano altre cause, come abbiamo ampiamente dimostrato negli studi riportati dalla nostra testata ormai da diversi giorni, non ultimo quello americano dell'Università di Harvard, che mostra lo stretto legame tra il virus e l'inquinamento o quello del biochimico Leonardo Setti dell'Università di Bologna, che dimostra come il virus viaggi meglio con le polveri sottili.
