Money Gate, Catanzaro e Avellino: chiesta retrocessione e penalizzazione

Venerdì 15 Dicembre 2017 10:28 di Redazione WebOggi.it

Al via dalle 10 a Roma, presso la sede della FIGC, il processo sportivo che vede indagate Catanzaro e Avellino per una presunta combine nella partita del 5 maggio 2013 che sancì il ritorno in serie B degli irpini. Le due società deferite per responsabilità diretta e oggettiva.

Questo il collegio difensivo: Giancarlo Pittelli, Nicola Cantafora e Sabrina Rondinelli (Catanzaro Calcio); Eduardo Chiacchio, Giuseppe Chiacchio e Gianpaolo Calò (U.S. Avellino);  Sabrina Rondinelli e Domenico Infantino (Giuseppe Cosentino); Fabio Giotti (Armando Ortoli); Eduardo Chiacchio, Monica Fiorillo e Giuseppe Chiacchio (Andrea Russotto); Sabrina Rondinelli e Domenico Infantino (Francesca Muscatelli e Marco Pecora). Innocenzo Massaro ed Eduardo Chiacchio (Walter Taccone); Eduardo Chiacchio, Michele Cozzone e Giuseppe Chiacchio (Vincenzo De Vito).Questo, invece, il collegio del tribunale composto da Cesare Mastrocola (presidente), Mario Antonio Scino (vicepresidente), Paolo Clarizia, Gaia Golia, Pierpaolo Grasso (componenti).

La sentenza di primo grado non arriverà prima di mercoledì 20 Dicembre.

L'accusa chiede pe ril presidente Taccone 5 anni di inibizione 70.000 euro di ammendal’avvocato Massaro, legale di Taccone, che chiede l’assoluzione del patron per mancanza di prove anche perchè il suo assistito ha conosciuto solo pochi minuti prima il presidente Cosentino.Per De Vito, invece, sono chiesti 4 anni e 60.000 euro di ammenda

L’avvocato di De Vito, Cozzone, si difende dicendo che in tutte le telefonate del presidente Cosentino non ci sia alcun riferimento a De Vito e Taccone. Chiedendo il proscioglimentoPer Cosentino chiesti 5 anni di inibizione e 90.000 euro di squalifica, di cui 20.000 per il pagamento in nero di Francesco Cozza.

Per Ortoli 4 anni di inibizionePer la moglie del presidente Cosentino Francesca Muscatelli vengono chiesti 6 mesi per l’omessa denunciaPer Marco Pecora la richiesta è di 6 mesi di inibizione e ammenda di 30 mila euroL'accusa chiede la retrocessione dell'Avellino e 3 punti nella stagione successiva. L'avvocato Chiacchio fa notare che il presunto accordo del pareggio tra Catanzaro e Avellino avrebbe danneggiato i biancoverdi. Se la partita fosse finita in pareggio l'Avellino non sarebbe salito in serie B.

Quindi quell'accordo avrebbe non favorito l'Avellino ma lo avrebbe penalizzato. Chiedendo il proscioglimento e prendendo come esempio la sentenza sull'Atalanta e sul caso Doni "Io -afferma l'avvocato Chiacchio - sono tranquillo, non per aver letto le mie difese, ma per aver letto le vostre sentenze. Con l’Atalanta diceste - continua il legale degli irpini - che era impossibile accusare direttamente terzi, se non comparivano nomi e riferimenti certi (vedi appunto il caso Doni ndr). Ergo, non posso che chiedere il proscioglimento.”L'accusa chiede per il Catanzaro la retrocessione con penalizzazione nel campionato successivo di 3 punti più pena pecuniaria. Anche gli avvocati Cantafora e Pittelli fanno notare come l'Avellino non aveva alcun interesse affinchè la partita finisse in pareggio. Si conclude il processo con le richieste preventivate di retrocessione di Avellino e Catanzaro ma le accuse sembrano veramente basate sul nulla...


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