Lega Pro: la crescita Made in Italy

Giovedì 23 Marzo 2017 09:20 di Redazione WebOggi.it

È stata l’estate che ha visto la rinascita del calcio italiano in ambito economico. Per la prima volta dopo anni la Serie A ha messo a segno alcuni dei colpi più ricchi dell’estate, fra entrate ed uscite. Marcos Alonso dalla Fiorentina al Chelsea, Pogba dalla Juventus al Manchester United ed Higuain dal Napoli alla Juve sono gli elementi che compongono l’undici più costoso del Vecchio Continente relativo alla sessione di mercato estiva 2016/17. Inoltre, ben tre città italiane compiano nella top 10 delle metropoli presso cui vi è stato maggior transito di danaro e sono Milano, Torino e Roma nell’ordine, così come illustra la grafica pubblicata da Bwin.

Un’inversione di tendenza che rappresenta a tutti gli effetti il ritorno dell’Italia ad una forza d’acquisto importante, non ancora al livello delle “sette sorelle” di inizio millennio, ma siamo sulla buona strada. Di quelle sette vi faceva parte una squadra che oggi milita in Lega Pro, lo storico Parma Calcio. Questo è un piccolo input per comprendere più in generale l’accelerata che il movimento italiano sta finalmente imprimendo partendo sin dalle leghe inferiori.La riforma che ha subito l’ex Serie C, con una lega unica suddivisa in tre maxi gironi, vede oggi società dal grande blasone e da bacini di utenza molto ampi competere per il sogno di accedere in cadetteria. L’attenzione crescente verso la Lega Pro si evince dall’attenzione crescente verso le squadre appartenenti ad essa sia in ambito di sponsor, diritti tv ed anche imprenditori. Su tutti, il caso dell’ex Presidente del Bologna ed oggi al Venezia, l’italo-americano Tacopina. Ha portato Filippo Inzaghi ad allenare in Laguna, sino ad ora con ottimi risultati vista la prima posizione nel Girone B. Il tracollo finanziario e societario di alcuni dei club che hanno scritto pagine di storia del calcio italiano negli ultimi vent’anni ha suo malgrado arricchito la Lega Pro di piazze che trasudano di passione ed amore per il football. Il Girone C rappresenta da questo punto di vista un caso emblematico, capace di accorpare il meglio del Sud in un solo raggruppamento. Catanzaro, Foggia, Lecce, Reggina, Catania e Messina sono solamente alcune delle piazze che hanno animato la Serie A e che oggi vivono per motivi diversi la polveriera delle leghe inferiori. Le suddette città presentano infrastrutture dalla capienza impressionante, che farebbe invidia ad alcuni dei massimi campionati d’Europa. Nella speciale classifica siamo secondi, dietro la Bundesliga che ha vissuto un momento di grande rivoluzione con stadi nuovi in occasione del Mondiale 2006.

Il rovescio della medaglia è però preoccupante e trova riflesso anche nell’ex Serie C: il numero medio di spettatori. Qui siamo desolatamente indietro, dato incredibile considerando l’ampia portata delle nostre infrastrutture, decisamente obsolete e bisognose di un restyling o ancor meglio di una nuova “casa”.  


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