Risate, vernacolo e memoria: la Compagnia “Facciamo Pietà” torna in scena con “Chini ‘un spera miagjiu mu spira”

Lunedì 25 Maggio 2026 09:25 di Redazione WebOggi.it

Lamezia Terme si prepara ad accogliere una nuova serata all’insegna del teatro popolare, della risata intelligente e della tradizione. La Compagnia “Facciamo Pietà” torna infatti in scena con la commedia comico-satirica in vernacolo nicastrese “Chini ‘un spera miagjiu mu spira”, in programma il 29 maggio alle ore 18:45, con replica il 5 giugno, sempre alla stessa ora.

Lo spettacolo sarà ospitato nel salone parrocchiale “Mons. Azio Davoli”, presso la Parrocchia B.M.V. Addolorata – Pietà, trasformato per l’occasione in uno spazio di comunità, memoria e leggerezza. Una commedia che promette sorrisi, gag e colpi di scena, ma anche quel fondo di riflessione morale che appartiene al teatro popolare quando riesce a parlare alla vita vera, senza perdere il gusto della battuta e dell’ironia.

Sotto la guida del regista Sergio Falvo, la compagnia porta sul palco un lavoro corale nato da mesi di prove, impegno e passione. Al centro dello spettacolo c’è anche un tributo speciale alla memoria del prof. Alfonso Morelli, autore del testo, la cui eredità artistica viene raccolta e restituita al pubblico attraverso una rappresentazione che vuole essere, prima di tutto, un atto d’amore verso il teatro e verso la cultura del territorio.

In scena, in ordine di apparizione, Sergio Falvo nel ruolo di Raffaele Forzuto/Rafheli, Giovanna Azzarito, Franco Notaris, Ruggero Chieffallo, Enzo De Sensi, Ida Nuciforo, Paolo Morelli, Giovanna Cosentino, Daniela Muraca, Tina Mancuso, Sandra Borrello, Marco Palazzo, Michele Provino e Paolo Lo Moro, con l’assistenza di scena di Antonella Mascaro e il lavoro di scenografia e costumi curato dalla Compagnia.

“Chini ‘un spera miagjiu mu spira” si annuncia così come una serata capace di unire spensieratezza e appartenenza, risate e radici, portando sul palco quella vitalità tutta popolare che sa far sorridere, ma anche custodire memoria.

Un appuntamento per chi ama il teatro in vernacolo, per chi riconosce nella lingua locale un patrimonio vivo e per chi ha voglia di concedersi una serata semplice, genuina e piena di umanità.

 
 

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