Vicinanza di Abramo e Cardamone al Lido Valentino

Venerdì 25 Agosto 2017 16:28 di Redazione WebOggi.it

“La cooperativa sociale Zarapoti vada avanti con la schiena dritta e la testa alta. Avrà l’appoggio incondizionato del Comune”. È il commento del sindaco, Sergio Abramo, sul macabro ritrovamento   al lido Valentino, struttura balneare attrezzata per  ospitare  persone diversamente abili. “Sono sicuro che gli organi inquirenti accerteranno presto le cause e gli autori di un gesto vile e grave. La cooperativa Zarapoti è stella polare nel campo del sociale, nell’aiuto alle persone disabili, nella lotta alle dipendenze”. “Dispiace – ha aggiunto Abramo – dover prendere atto che un’esperienza bellissima come quella della Zarapoti, certamente tra le poche simili in Italia, sia al centro di un episodio poco chiaro, macabro, barbaro e incivile. Alla operativo va la mia più affettuosa solidarietà e vicinanza  e l’invito a proseguire con il loro progetto contando sul sostegno dell’amministrazione comunale”.

 

“Auspico si faccia rapidamente chiarezza sull’increscioso episodio che ha coinvolto il lido Valentino”. Lo ha affermato il vicesindaco e assessore alla cultura, Ivan Cardamone, esprimendo la propria solidarietà alla cooperativa sociale Zarapoti, che gestisce lo stabilimento balneare pensato e realizzato per ospitare le persone diversamente abili. “Nella certezza che la Magistratura e la Forze dell’Ordine faranno al più presto luce sugli autori e il proposito degli autori  di questo deprecabile atto, assicuro fin d’ora, come ho sempre fatto, il sostegno personale e istituzionale agli amici della cooperativa sociale, da anni punto di riferimento nel terzo settore del capoluogo e della sua provincia. Non riesco a comprendere i perché di questo gesto, grave e da biasimare  attuato all’interno di  una società civile e rispettosa della legalità come quella catanzarese, ma sono sicuro che la cooperativa  Zarapoti continuerà a svolgere il lavoro per cui è riconosciuta e apprezzata in tutta la Calabria senza farsi intimorire da indegne forme di  atti intimidatori”.


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