
Veraldi (FareperCatanzaro): "Meno male che Oliverio c’è (direbbe qualcuno)"
Sabato 16 Giugno 2018 12:43 di Redazione WebOggi.it
Catanzaro certamente vive una crisi profonda che, anche a prescindere daifatti più recenti, è prima di ogni altra cosa una crisi di identità di cuisoffre già da alcuni anni. È sufficiente percorrerla dal centro alleperiferie per rendersI conto che Catanzaro non è neppure quella promessa dachi oggi la amministra. Rimasta immobile, persino nella gestione ordinaria,per via di un’amministrazione che si è dimostrata incapace su tanti temi,prioritari in campagna elettorale, ma ad oggi senza nessuno sviluppoconcreto. Meno male che Oliverio c’è (direbbe qualcuno). Grazie alPresidente della Regione Calabria ed ai fondi che erano nella disponibilitàdella giunta Scopelliti (Por 2007-2013, mai utilizzati) Catanzaro, potràvedere terminate grandi opere: la metropolitana di superficie, lariqualificazione della tratta Catanzaro-Lamezia con un collegamento direttocon l’aeroporto, il rifacimento della condotta idrica, la ristrutturazionedel Duomo e gli ulteriori fondi per il Porto di Catanzaro e l’integrazioneUniversità-Ospedale.Una svolta radicale.Dall’altra parte, l’amministrazione Abramo (ter? quater? o che dir sivoglia) può invece vantare diversi meriti degni di un immobilismo assoluto:Il centro storico, luogo sacro di cultura, invece della valorizzazioneattraverso un piano strategico di sviluppo, ha visto solo moltedichiarazioni d’intenti e qualche sporadico e inutile intervento (come lariduzione della Tari per le attività e per i nuovi residenti) che se noninserito in un contesto più ampio serve a ben poco.Catanzaro Servizi e AMC. Gli unici interventi hanno riguardato i verticiaziendali ma senza mettere in campo alcun intervento per garantire maggioreefficienza, economia ed efficacia nella gestione del personale. Per nonparlare dell’ampliamento e della valorizzazione della gamma di servizi diqueste due importantissime società partecipate.Cosa faremo di Catanzaro?Che tipo di città vogliamo che sia?Come intendiamo connotarla e su cosa vogliamo investire?Quale sarà la sua vocazione e la sua economia nei prossimi decenni e qualeruolo vogliamo assegnarle nello scenario dell’area urbana, della provinciae della regione?Questi sono gli interrogativi che un’amministrazione attenta dovrebbe porsi.Il futuro della città non può essere così come si è intesa fin ora,bisognerà guardare ad altri ambiti e ad altre risorse importanti comel’università Magna Graecia che può diventare una finestra sul mondo dallaquale rivendicare la posizione baricentrica del capoluogo.E’ da questa consapevolezza che deve partire la riflessione di oggi.Catanzaro che guarda avanti con un occhio al presente per non vanificare leconquiste del passato, ma con l’altro al futuro, senza alibi per nessuno.Rimbocchiamoci le maniche e ricuciamo un vestito dignitoso alla nostraamata città, una volta per tutte.
Stefano Veraldi
#fareperCatanzaro
