Urbanistica, Lonetti a Costanzo: solo la Giustizia potrà ridare correttezza amministrativa al Comune

Lunedì 17 Settembre 2018 08:17 di Redazione WebOggi.it

Replica al consigliere comunale Sergio Costanzo, il dirigente del settore urbanistica, Giuseppe Lonetti. Di seguito la sua nota.

Più volte mi sono ritrovato a segnalare il sistema di condizionamento che, attraverso minacce, offese e intimidazioni, imperversa ormai da anni nei confronti di funzionari e dirigenti del Comune di Catanzaro da parte di soggetti che, sfruttando impropriamente il proprio ruolo istituzionale, mirano unicamente a conseguirne vantaggi di diversa natura. Più volte ho denunciato questa situazione attraverso diversi strumenti e a diversi soggetti istituzionali  e non sono mancati interventi pubblici ed esposti con solleciti alla locale Procura della Repubblica. È vergognoso mettere in discussione un provvedimento la cui collaborazione mi è stata chiesta dal Dirigente del Settore Edilizia Privata che, subentrando da poco nelle sue funzioni dirigenziali, ha ritenuto di rimediare a una situazione interpretativa di totale discrezionalità, e di conseguenza totalmente contraria alla normativa anticorruzione, trovando la mia piena condivisione per l’adeguata conoscenza della materia e anche in funzione del ruolo di coordinatore dell'area tecnica e Dirigente del Settore Urbanistica. Ho condiviso perché si tratta, per come espressamente motivato nella predetta determina, di profili interpretativi finalizzati a garantire assoluta trasparenza, parità di trattamento e non discriminazione attraverso l’eliminazione della discrezionalità interpretativa in fase istruttoria, operazione che, secondo la normativa anticorruzione, costituisce strumento anticorruttivo. In sostanza prima della determina, da me condivisa, sussistevano condizioni di eccessiva discrezionalità in fase istruttoria in quanto non sussisteva la certezza di una corretta perimetrazione delle aree dove potevano consentirsi interventi residenziali nell'applicazione del Piano Casa. Dopo questa direttiva, invece, nessuno potrà intervenire cercando di contestare col proprio sistema un atto che eliminando l'eccessiva discrezionalità interpretativa realizza una finalità anticorruttiva nel rispetto delle direttive dell'ANAC. Contestare un profilo giuridico di tal genere non può che significare di non essere d'accordo, per deducibili motivi, ad eliminare quei profili di discrezionalità che spesso rappresenta nell’amministrazione  pubblica un sistema per acquisire illecitamente consensi. Utilizzare poi questo argomento per favorire altri soggetti che mi contestano perché sto agendo con assoluta trasparenza allo scopo di privilegiare, in tutti i procedimenti di mia competenza, la trasparenza amministrativa e che starei eccedendo nella tutela della spesa pubblica (vedi vicenda del PSC sugli incarichi gratuiti o riduzione del compenso professionale per l'affidamento della progettazione dei lavori di completamento del Porto ) sostenendo la mia incompetenza professionale è ridicolo. Ho conseguito nei procedimenti a mio carico risultati sempre positivi e di recente, con riguardo alla giurisprudenza sugli incarichi gratuiti, la competenza a tutela dell'amministrazione pubblica cui appartengo mi è stata riconosciuta a livello nazionale con un grande vantaggio d'immagine per il Comune di Catanzaro. Tuttavia, mi trovo nuovamente in contrasto con quel sistema che ha sempre considerato la spesa pubblica un bancomat con ingenti danni economici e sociali per la comunità. Mi riferisco poi ad un consigliere che, da tempo all’interno del Comune, è riuscito a esaltare la propria figura politica acquisendo consenso elettorale sicuramente non per meriti politici. La situazione che ci troviamo oggi a vivere quotidianamente nel Comune di Catanzaro genera un sistema in cui la via più semplice per evitare offese e minacce è assecondare chi non ha remore e dignità nello scrivere pubblicamente falsità, insinuazioni e minacce; ma io, già due anni addietro, avendo subito minacce e diffamazioni perché ho ritenuto di non rilasciare un permesso di costruire totalmente illegittimo, ho reagito a tutela della mia dignità professionale e umana denunciando la vicenda alla Procura della Repubblica, così come procederò anche questa volta alla luce delle offese e diffamazioni ricevute. Questo sistema ha consentito ad un soggetto di offendere professionisti di notevole rilievo nella comunità catanzarese, sia interni che esterni all’amministrazione comunale, nonostante sia un soggetto totalmente ignorante sotto  lo specifico profilo tecnico-professionale risultando dagli atti di rimborso del Comune che la sua attività lavorativa verte nell’ambito della zootecnia. L’auspicio all’intervento della Procura che spesso leggo al termine degli articoli ribadisco che è un mio forte auspicio e augurio perché soltanto un pronto intervento della giustizia nel definire i procedimenti penali in corso potrà rimediare al condizionamento della correttezza amministrativa generata in questi anni  e che ha creato ,e continua a creare, danni incredibili alla comunità catanzarese. In ogni caso, formalizzerò a breve una richiesta alla Segretaria responsabile anticorruzione per segnalare alla Prefettura e alle competenti autorità questa situazione allo scopo di fare aprire un formale procedimento che verifichi l'eventuale esistenza di un sistema finalizzato a privarel'amministrazione della correttezza amministrativa e della legalità. Comunque ribadisco che solleciterò la Procura a prendere atto di ulteriori offese mediatiche nei miei confronti e determinate dal solo fatto di aver prodotto di recente atti in cui, con la piena condivisione del Responsabile del Procedimento, mi sono privato della discrezionalità (vedi il procedimento di nomina per la commissione dei lavori del porto che sarà acquisita con la procedura a sorteggio pubblico, ovviamente con una rigorosa e puntuale verifica dei requisiti di competenza) nella prospettiva, secondo la normativa ANAC, di trasparenza e anticorruzione a totale tutela dell'amministrazione e del vero interesse pubblico. Diversamente, come risulta  da recenti interventi, il sistema si presta a interessi personali di un lobbista professionale di cui vi è scarsa considerazione comunitaria in termini di etica professionale anche per le irregolarità facilmente riscontrabili tanto in materia di appalti che di urbanistica. E’ evidente quindi che contestare quegli atti perché l'eliminazione della discrezionalità non consente di conseguire attraverso il condizionamento benefici politici ed economici non potrà che essere oggetto di ulteriore approfondimento delle autorità competenti.

Ing. 


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