Uil: L’ennesimo report di Bankitalia che condanna la Calabria

Mercoledì 14 Giugno 2017 12:41 di Redazione WebOggi.it

L’ennesimo report di Bankitalia condanna la Calabria alla più alta percentuale di disoccupazione, inoccupazione e arretramento economico e produttivo nel completo disinteresse della classe politica ed istituzionale e nella difficoltà delle imprese di uscire dal tunnel del sottosviluppo. Il territorio cosentino si prepara a dare un forte contributo di proposta e di  lotta.   A parlare è il Segretario generale della UIL cosentina, Roberto Castagna, che con amarezza accusa la classe politica ed istituzionale di essere la maggiore causa della situazione di declino economico e sociale, e chiede alle rappresentanze degli imprenditori di essere meno subalterni alla politica, e di incalzare e sollecitare un radicale cambio di passo. Un esempio apprezzabile di autonomia e capacità di proposta viene da una grande organizzazione agricola, la Coldiretti, che recentemente ha messo in campo una straordinaria mobilitazione a sostegno di una piattaforma per lo sviluppo e la buona spesa dei fondi europei in agricoltura. Un segnale che accompagna la scelta di mobilitazione di CGIL-CISL-UIL, che vedrà impegnato fortemente il territorio cosentino, in una stagione di lotta che non esclude lo stesso sciopero generale. Bankitalia descrive una situazione di stagnazione. Un aumento del precariato. Una crescita del non lavoro con percentuali del 42% dei giovani che non lavorano, non studiano e non seguono un percorso formativo nonostante le politiche regionali messe in campo.                      

Un calo nel settore delle costruzioni. Un blocco nella crescita nello stesso settore dell’agricoltura che da sempre rappresenta il settore trainante dell’economia  calabrese. Una situazione drammatica che non può passare inosservata ma deve farci riflettere sulle responsabilità e spingerci a rimuovere cause e responsabili. I dati occupazionali negativi, la desertificazione imprenditoriale, la inarrestabile migrazione di giovani altamente scolarizzati se dovesse continuare, con i ritmi di questi ultimi anni, condannerebbe la Calabria a diventare una Regione di pensionati a basso reddito, visto che la media delle pensioni si attesta a meno di 600 euro mensili. Invertire tale stato di cose è un dovere da parte di tutte le forze in campo. Come forze sociali siamo chiamati ad imprimere una svolta radicale nei metodi e nella gestione della spesa pubblica. I dati di Bankitalia e le situazioni di contesto che ben conosciamo ci dicono che, al momento, la politica regionale è stata fallimentare e, quindi, siamo obbligati a cambiare diversamente saremo sopraffatti dal disagio sociale e dalla povertà.  

Il Segretario Generale (Roberto Castagna)


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