Ugl: "Rapporto Bankitalia sancisce Calabria come malato critico"

Venerdì 15 Giugno 2018 15:41 di Redazione WebOggi.it

Il rapporto economico della Banca D’Italia è il referto di un medico che sancisce in modo inequivocabile che lo stato di salute del malato, la Calabria, è critico. Un rapporto economico che conferma un trend che, se non invertito, rischia di accompagnare alla tomba un intero territorio e la sua comunità. Il documento riferisce di ventiseimila giovani laureati che in dieci anni hanno lasciato la Calabria per cercare altrove  una occupazione degna del loro percorso di studi. Nella migliore delle ipotesi chi è rimasto in Calabria svolge un attività professionale non congruente al proprio percorso universitario. Parliamo tecnicamente di Sottoccupazione. Ulteriore dato su cui soffermarsi, è la scarsa disponibilità delle aziende ad assumere profili professionali qualificati. Riflettiamo un po’. Ventiseimila ragazzi che lasciano la Calabria. Come se un comune di medie dimensioni  fosse migrato in toto. Un fenomeno definito “fuga di cervelli” che secondo noi è molto di più. È il dramma dello sradicamento di persone, di storie, con il conseguente impoverimento economico e culturale di un territorio troppo arido di opportunità. Tutto ciò assume contorni paradossali se pensiamo che il dibattito mondiale è incentrato sugli sviluppi nei luoghi di lavoro dell’intelligenza artificiale. Apparentemente le due cose sembrerebbero viaggiare su binari opposti, ma come organizzazione riteniamo si tratti della sfida del futuro. Noi siamo convinti si debba necessariamente Ri-Umanizzare i processi economici ed organizzativi nel mondo del lavoro, dove è l’intelligenza della persona che può ancora svolgere il ruolo di attrice principale. Oggi il vero problema del Mercato del Lavoro è la poca capacità di favorire l’incontro tra domanda e offerta. Una riforma dei centri per l’impiego è fondamentale in tal senso. Ma qualsiasi iniziativa politica e legislativa non può che partire dal mettere al centro la persona. Questo riesce meglio in quei territori del paese dove il tessuto economico è tradizionalmente più forte ma anche meglio supportato da politiche efficienti. In Calabria, per invertire questo ciclo catastrofico, occorrerebbe creare una maggiore sinergia tra le istituzioni e il mondo delle Università  con il contributo di Sindacati, Imprese ed Organizzazioni produttive. Questo approccio, supportato da politiche nazionali non assistenzialiste, con investimento di risorse che mirino allo sviluppo armonico del meridione,  può  porre fine a fenomeni di migrazione in Italia e all’estero di quelle intelligenze che rappresentano la linfa sociale ed economica di un territorio. Per fermare questo  sradicamento progressivo non occorrerà un intelligenza artificiale, ma l’impegno, la passione e la lungimiranza di chi, a vario titolo, vorrà dare prospettive di sviluppo alla nostra regione.

Pierpaolo Pisano Segretario Regionale UGL Telecomunicazioni Calabria


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