
Testo legge autonomia Veneto, Costa supporta allarme Loiero
Lunedì 10 Settembre 2018 17:54 di Redazione WebOggi.it
“Faccio mie le preoccupazioni dell’on. Agazio Loiero, pubblicate lo scorso 7 settembre su “Il Foglio”, sul rischio serio a cui andrebbero incontro le regioni meridionali e l’unità del Paese se il consiglio dei ministri accogliesse il testo di legge per l’attuazione dell’autonomia del Veneto promosso dal presidente di quella Regione, Luca Zaia. Si tratta dell’effetto di quel referendum consultivo dello scorso anno sull’autonomia in Lombardia e Veneto concluso con la vittoria schiacciante dei Sì e con delle affluenze diverse tra le due Regioni. A un anno di distanza, e con un governo nazionale adesso amico, dove il leghista ministro degli interni Salvini ha voluto, con la complicità e la condiscendenza subalterna di Di Maio, affidare a un suo uomo gli affari regionali, Zaia presenta il conto, forte dell’alleanza con Roberto Maroni. I due cercano di ricondurre il loro partito alla vocazione originaria di “sindacalista” del Nord, dopo la svolta nazional-sovranista di Matteo Salvini. In sostanza, ancora una volta, una piccola battaglia politica mette a rischio valori importanti come l’unità del Paese ed il suo ordinamento istituzionale a causa del distacco crescente tra politica e cittadini. Il M5S ha portato nei luoghi parlamentari buona parte di questo disagio, ma ora anche i 5 Stelle registrano limiti di tipo democratico, assecondando l’agenda dettata dal leghista Salvini, che teme Zaia per la credibilità di cui gode nella sua regione. Se il testo presentato da Zaia venisse approvato il sud ne sarebbe distrutto. Risulterebbe, infatti, pregiudicato il fondo perequativo che lo Stato destina alle aree sottosviluppate e deboli economicamente. Verrebbero meno somme per il welfare, per le scuole e per i servizi. In sostanza lo Stato centrale cederebbe le competenze, ma ridurrebbe i trasferimenti in corrispondenza alle risorse finanziarie che restano sul territorio. L’effetto concreto di questo sarebbe quello di far aumentare le tensioni tra Stato centrale e territori senza, però, trovare una soluzione sistematica ai problemi palesati dall’attuale assetto istituzionale. C’è sempre il rischio, vista anche la storia del nostro Paese, che da cosa nasca cosa e che di qui a qualche anno ci troveremo di fronte a problemi analoghi a quelli della Catalogna. Questo perché il pericolo è che possa innescarsi una sorta di effetto domino in virtù del quale anche altre regioni possano decidere di invocare lo stesso trattamento. Si metterebbe, così, in moto un processo che amplificherebbe, fino al limite, le contraddizioni dell’attuale Titolo V della Costituzione, generando una totale anarchia. Il mio appello, dunque, lo rivolgo alla nostra delegazione Parlamentare e al presidente Oliverio, affinché contrastino con ogni iniziativa democratica questo disegno portato avanti da Zaia, con il “silenzio-assenso” di Salvini, perché se il nord può camminare da solo il sud si troverebbe in serie difficoltà a sopravvivere. Una voce forte, penso si debba alzare anche dal consiglio comunale della città Capoluogo di regione che non può passivamente assistere a un destino che a Roma Salvini e Di Maio si disputano con il gioco delle tre carte, con l’intento di non farsi male e di tenersi stretta la poltrona”.
consigliere comunale Lorenzo Costa
