
Termina la quinta edizione dell'Erebor Camp
Martedì 19 Settembre 2017 19:53 di Redazione WebOggi.it
Termina la quinta edizione dell'Erebor Camp, il campo dei cuori nazionalisti che ogni anno si radunano in Calabria e che in questa edizione si è svolto il fine settimana del 16 e 17 Settembre a Sellia Marina, presso il Camping "Il Grecale". L'Erebor si è suddiviso in cultura, confronto tra comunità e musica, arricchendo ancor di più il bagaglio politico/culturale dei partecipanti e degli organizzatori stessi. Dopo il benvenuto agli ospiti del sabato mattina, ci dice Stefano Mellea presidente del movimento AlPoCat ed coorganizzatore dell’evento, la giornata ha visto lo svolgersi di tre conferenze. Il genere “Gender” è stato l’oggetto del primo incontro; si è discusso sulla teoria per la quale l’essere maschio o femmina non è un dato oggettivo e reale ma un prodotto della cultura imposto dalla società. La stessa teoria per la quale non esistono i sessi, ma semplicemente uomini liberi di assegnarsi il genere che percepiscono al di là del sesso naturale. Una sorta di perdita di identità generale che sfocia anche nell’annientamento delle sacre figure della madre e del padre. Si è continuato -dice Mellea- con il parlare di Ius Soli, tematica che divide l’Italia ed i suoi politici per la quale ultimamente vi è stato un ulteriore slittamento al Senato. Ci si è soffermati sul concetto di svendita della cittadinanza ai figli di extracomunitari nati sul suolo italiano contrapposto a chi difende la nazione ed è a favore dello Ius Sanguinis: in pratica diritto di suolo contro diritto di sangue. In questa conferenza da annotare la gradita presenza dell'onorevole Wanda Ferro. La scaletta delle conferenze si è conclusa con la tematica della guerra geopolitica e commerciale tra Russia e America. Una guerra -continua Stefano Mellea- lontana dal nostro Paese dal punto di vista geografico ma molto vicina per circostanze economiche e diplomatiche. Una guerra che interessa l’intera Europa, divisa tra Unione Europea ed Europa Nazione. Guerra all’insegna di un’identità nazionale che attualmente è tra due fuochi: Americani “alleati” o Russi “liberatori”. Ad incrementare l'interesse è stato l'intervento di Irina Vikhoreva, presidente dell'associazione Italo/Russa "Speranza" che in prima persona scende in campo ad aiutare la popolazione del Donbass. Dopo un pomeriggio all’insegna della cultura il programma è continuato con un concerto che ha visto tre band provenienti dal centro e nord Italia alternarsi sul palco. Note musicali aggressive -conclude il movimento AlPoCat- e dai testi diretti per il gruppo musicale degli "Acciaio Vincente" di Mantova, note musicali più melodiche, con testi che hanno riportato i partecipanti nel passato, da parte delle band "Voci dalle Barricate" di Roma e "Topi Neri" di Vicenza. L'Erebor chiude i battenti con la promessa da parte degli organizzatori di rivedersi il prossimo anno.
