Stracciare immediatamente la convenzione Umg-Unical sul corso di Assistenza Sanitaria

Venerdì 19 Gennaio 2018 12:14 di Redazione WebOggi.it

Occorre stracciare immediatamente la convenzione siglata lo scorso martedì 16 gennaio da Giovambattista De Sarro e Gino Mirocle Crisci, rispettivamente  rettori dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e dell’Università della Calabria, con cui viene approvato il corso di laurea in Assistenza Sanitaria. Infatti, al di là del classico giochetto di parole che serve a infinocchiare l’opinione pubblica, questa convenzione non solo è inutile ma nasconde segni e indizi che portano dritto dritto alla volontà di istituire la facoltà di Medicina a Cosenza. Cosa che da almeno dieci anni torna ciclicamente alla ribalta a causa di mai sopiti desideri di ambienti politici e accademici cosentini, del tutto insensibili ai dati della realtà ed ai principi del buon senso che invece contrastano con una seconda scuola medica in Calabria. Anche gli organismi che valutano le università ne danno indicazioni contrarie, giacché il complessivo sistema universitario nazionale necessita di una razionalizzazione e non certo di una dispendiosa frammentazione quale si rappresenterebbe in Calabria la duplicazione di Medicina nel raggio di appena ottanta chilometri e a fronte di una bassa intensità demografica e studentesca. Pertanto, censuriamo con sdegnato fastidio la convenzione siglata dai due rettori e suggellata incomprensibilmente dal CORUC, la Conferenza dei rettori calabresi, e ci attendiamo reazioni severe da parte di tutti i soggetti che abbiano a cuore la buona politica, una sana complementarità dei territori. Comune e Provincia di Catanzaro in primis, ma anche enti ed organismi che operano sul territorio, nonché il personale politico regionale e nazionale, debbono urgentemente concordare le azioni da intraprendere affinché questa convenzione sia cancellata. Non solo: occorre mettere sul tavolo tutte le strategie che servono a salvaguardare e potenziare la scuola di Medicina della UMG. In caso contrario, si legittimerebbero le voci di chi maligna la svendita della Medicina catanzarese per accordi elettorali e di spartizione di potere. Dispiace che il rettore della UMG, prof. De Sarro, insediatosi appena quattro mesi fa, sia caduto subito in fallo, così dimostrando di non avere alcun interesse per lo sviluppo dell’Ateneo alla cui guida è stato chiamato e per il cui progresso tutti nutrivamo aspettative. Aspettative disattese dalla firma apposta su questa convenzione illogica che, per chi sappia vedere, è il preludio dell’istituzione di Medicina presso la Unical. Gli indizi ci sono tutti, alcuni palesi, altri furbescamente tenuti sottotraccia. Ma non sfugge a nessuno l’evidente regia di qualche potentato politico che, attraverso l’istituzione di Medicina a Cosenza, aspira a creare un ulteriore centro di potere. Persino il riconoscimento di eccellenza attribuito recentemente dal Miur al Dipartimento di Farmacia dell’Unical, con premialità extra budget pari a otto milioni di euro, oggi si può interpretare in modo diverso: non ci meraviglieremmo se tali soldi saranno destinati al percorso che porterà ad istituire Medicina a Cosenza. Quel Dipartimento,  retto dal prof. Andò che da sempre sostiene tale percorso, può infatti garantire la didattica del  primo triennio di Medicina, in attesa che – magari da La Sapienza di Roma – venga chiuso l’intero ciclo didattico. La conferenza calabrese dei rettori dovrebbe agire con buon senso e maggiore attenzione al territorio, valorizzando le peculiarità di ciascun Ateneo anziché fomentare divisioni. La politica, dal canto suo, dovrebbe tendere al bene comune. Quello che però avvertiamo è la sostanza di scaltri guitti tesi e protesi ad arricchire rendite particolaristiche. 

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