
Serrao (FdI): "Cavallaro, un commissario in cerca d'autore"
Lunedì 19 Febbraio 2018 09:05 di Redazione WebOggi.it
Alfredo Serrao - Fratelli d’Italia-Catanzaro
“Auguro all’ex Commissario Cittadino di Fratelli d’Italia, Domenico Cavallaro migliori fortune in ambito politico – commissario e non coordinatore – gli auguro sinceramente di trovare lidi più comprensivi dove possa strappare un applauso, che non è riuscito ad avere da questa parte. Tengo a precisare che mai ho lanciato attacchi alla persona, non è mio costume per come mi stupisco di essere considerato il responsabile di questo abbandono, che il dott. Cavallaro ascrive alle mie critiche sul piano politico, perché forse l’armata di occupazione che ci ha imposto questo commissario cittadino, tanto armata invincibile non è! Ma, se proprio devo farmi carico di questa responsabilità, quella di aver “cortesemente” invitato Cavallaro ed Officine del Sud a scindere i loro destini da Fratelli d’Italia, allora la responsabilità me la prendo con la coerenza politica che mi è sempre appartenuta e con il coraggio di continuare ad essere libero nel pensiero e nell’azione, mal sopportando ogni forma di occupazione, come quella che era stata messa in campo da Officine del Sud, già dal suo primo approccio con il partito a Catanzaro. Quelle che erano le mie critiche restano intatte. Per come si sono molto semplicemente verificate le situazioni facilmente prevedibili, che non si ascrivevano ad una sincera adesione del movimento predetto alla linea politica ed all’unità di intenti che caratterizza Fratelli d’Italia. Era, per come si è palesato soltanto un matrimonio d’interesse – per corrispondenza – dove l’interesse era soltanto riconducibile ad una candidatura “certa e blindata” per le imminenti elezioni al Parlamento italiano. Se non è avvenuto, non sarà di certo colpa mia. E’ semmai semplicemente una scelta che forse – senza forse – considera come valore anche il concetto di militanza ed appartenenza non solo al partito, ma anche ad un area di riferimento politico – il centro destra – dove tanti, me incluso, hanno sempre gravitato senza interruzioni e senza giri di valzer. Se il matrimonio non si è consumato e la Sacra R(u)ota ha deciso di sciogliere il vincolo, probabilmente si è sbagliato a stampare anzitempo le partecipazioni nuziali. Oggi anche gli invitati escono dal banchetto dalla solita porta girevole, ne escono come erano entrati, lasciando soltanto un poco di polvere e nient’altro. Spiace non aver potuto collaborare al “lavoro impostato” dall’ex commissario Cavallaro non certo per mia negligenza, quanto per una sua specifica responsabilità e di chi pensava di detenere la golden share, che insieme hanno tentato una pulizia etnica contro chi non si allineava al loro Movimento di occupazione, immaginando un partito sotto la legislazione societaria. Di Cavallaro e dei suoi personaggi in cerca di autore, ci ricorderemo – non certo con rammarico – i grandi tabelloni pubblicitari, la sede megagalattica ed i famosi giropizza intellettuali. Tutto quello che rappresenta un politica superata fatta di ostentazione, arroganza e tanta prepotenza. Quel vezzo di prepotenza che dovrebbe invitarlo ad astenersi a fare appelli per la campagna elettorale a quanti, hanno un idea convinta da decenni di adesione ad un area politica specifica e non sono usi organizzare convention fake, recuperando e rivalutando le famose vacche di Fanfani”.
