
Sergio ipotesi fusione in Provincia fra Cosenza, Rende ed altri centri
Lunedì 30 Ottobre 2017 08:50 di Redazione WebOggi.it
«Andar oltre sterili polemiche, campanilismi pur legittimi benché ormai ridotti a vuoti simulacri, furbizie di corto respiro ed “interessi” politico-elettorali che guardano solo all’egoismo individualistico. Riflettiamo invece con serietà ed insieme – istituzioni, forze politiche, organismi imprenditoriali e sindacali, associazionismo – per comprendere prima cosa vogliamo, come pensiamo il nostro futuro di calabresi e cosentini (nonché di italiani) e poi cosa vogliamo fare e come farlo, alla luce dei fatti positivi ed anche negativi di questi ultimi anni». Il consigliere Franco Sergio, presidente della Prima Commissione regionale, propone una riflessione sulle criticità dell’ipotizzata fusione fra il capoluogo della Calabria del Nord, Cosenza ed i centri vicini, in primis Rende. « Certamente la Regione dovrà rivedere e riconsiderare – appunto alla luce di quanto accaduto in PreSila e nella Sibaritide e facendo riferimento alle proposte di riordino nel testo di legge (di cui sono primo firmatario) che nei prossimi giorni andrà al vaglio della commissione competente - studi di fattibilità, anche fiscale, per i cittadini dei centri interessati, ipotesi di statuti approvati preventivamente e partecipati, compatibilità logistico-finanziarie, programmi chiari e ben definiti circa vantaggi e svantaggi. Andranno valutate anche – per motivare le decisioni - le “grandi opere” infrastrutturali già previste e quelle che si potrebbero progettare e, quindi poi sostenere con maggior “peso” nei confronti della Regione, del governo nazionale e delle società di gestione delle reti primarie (penso innanzitutto ad Anas ed RFI ma non solo). Se e quando entrerà in funzione la “Metro leggera di superficie” per collegare appunto Cosenza e Rende, avremo il fulcro strategico di un Sistema integrato di mobilità interno alla grande area urbana (ormai già esistente nella pratica quotidiana come ben sanno i pendolari, “moderni cirenei” in auto e bus, sul percorso Serre-Montalto ed oltre) e, al contempo, un’appendice al Piano Trasporti Regionale: una rete di collegamento con l’intera zona del Savuto, la metro CZ-Germaneto grazie alla ristrutturazione della vecchia linea ferrata, e l’interconnessione con le zone Rende-UniCal, attualmente in congestione di traffico a causa di un’affluenza media di 30 mila persone fra studenti, docenti e dipendenti. Diventare un modello di sviluppo per l’intero territorio calabrese e meridionale; questa è la sfida che dobbiamo affrontare. Come “costruire” le fondamenta di tutto ciò è dovere di chi ha le responsabilità istituzionali, politiche, sociali. Inutile perdere tempo a litigare troviamo invece luoghi e momenti per confrontarsi, anche polemicamente, anche su ipotesi contrapposte certo, con la volontà però di arrivare a risultati concreti e fattibili in tempi “non biblici” per accelerare la crescita e modernizzazione del nostro buon vecchio Brutium».
