Scuole chiuse lunedì e martedì, Costanzo: "Collaboratori scolastici figli di un Dio minore"

Domenica 07 Gennaio 2018 14:25 di Redazione WebOggi.it

“Arriva domani un altro lunedì – the day after – un altro giorno strano, scandito dall’ennesima ordinanza del sindaco Sergio Abramo. Anche questa volta non per motivi di colore per il meteo ballerino, le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse...per la mancanza dell’acqua. Guarda tu! Che stranezza in questa città dove tutto torna... Di certo è un eccezione, è una precauzione, è una contingenza dettata dalla gestione dell’acquedotto regionale Sorical, è una dea bendata per tutti i ragazzi ormai rassegnati a riprendere posto nei banchi di scuola, è l’odore di santità del sindaco della città di Catanzaro...”Santo subito” acclama la folla dei teenager ! Ma, in tutta questa onda di sana blasfemia, c’è un fatto strano che si ripete ogni qualvolta il sindaco Sergio Abramo emana un ordinanza di chiusura delle scuole della città. E’ una specie di “apartheid ad estrazione”. Già perché se oggi il problema è la carenza idrica – basso rischio – in altri momenti, fermo restando l’impostazione, il problema era un'allerta meteo, quindi un rischio di pubblica incolumità – alto rischio – che determina le ordinanze sindacali. Oggi come ieri, ordinata la sospensione delle attività didattiche, le scuole cittadine restano presidiate per carenza idrica dai collaboratori scolastici, cui l’ordinanza sindacale non ha effetto. Sono loro le vittime di apartheid o per dirla tutta, sono le cavie predestinate, come ieri, quando il rischio era serio ed era determinato da eventi atmosferici che, nella cabala del sindaco e dell’assessore alla P.I. – peraltro ex dirigente scolastico (sic!) – non erano prevedibili come effetti e come luoghi. Saranno di certo figli di un Dio minore i collaboratori scolastici in forza alle scuole della città dei tre colli o come sempre, è l’approssimazione che orienta l’agire dell’Amministrazione municipale di Catanzaro, nonostante la caratura della sua giunta, salvo poi stracciarsi le vesti con l’antico adagio... “non mi dissaru nenta”.

Sergio Costanzo 

consigliere comunale


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