Scuola al gelo nonostante i soldi già spesi. Codacons chiede l’intervento della Corte dei Conti

Mercoledì 31 Gennaio 2018 10:16 di Redazione WebOggi.it

Lavori appaltati per circa un quarto di milione di euro. Somme necessarie per mettere, finalmente, in sicurezza la scuola primaria di Isca Marina. Opere che prevedevano, tra l’altro, la sostituzione della caldaia con l’istallazione di una pompa di calore. Eppure a distanza di tre lunghi anni, secondo la denuncia del Codacons, di quella pompa di calore non c’è neppure l’ombra. L’Associazione vuole vederci chiaro ed ha formalizzato una richiesta di accesso agli atti, sia per verificare l’esistenza dei requisiti di sicurezza dell’edificio scolastico, alla luce delle somme già spese, e sia per comprendere chi sia il responsabile del mancato rispetto di quanto espressamente previsto nel contratto di appalto. I lavori, infatti, sono stati commissionati nel lontano 2015 e prevedevano, tra l’altro, che venisse sostituita la vecchia caldaia, non più funzionante, con una pompa di calore per poter utilizzare i pannelli fotovoltaici esistenti e, conseguentemente, risparmiare notevolmente sui costi per il riscaldamento. Eppure nulla. Le conseguenze: Nonostante tutti i soldi già spesi, i bambini continuano a fare lezione con i giubbotti, la scuola è al freddo, perché l’impianto è sottodimensionato oltre ad essere vetusto. “Abbiamo chiesto copia di tutti i certificati di idoneità dell’ edificio e di tutti gli interventi eseguiti per l’ adeguamento degli impianti esistenti (elettrico, messa a terra, di riscaldamento, antincendio, idraulico, sanitario, fognario) fino alla documentazione afferente le attività di controllo, ed eventuale rimozione, dell’ amianto.  Del resto tutti gli edifici scolastici devono possedere il Certificato di rispondenza alla normativa antisismica, come stabilito dall’art. 28 della Legge nr. 64/1974 ed il Certificato di agibilità che attesta la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico degli edifici e degli impianti negli stessi istallati. Ma proprio in relazione al “risparmio energetico” incalza il Codacons. Non è accettabile che l’Amministrazione comunale tolleri supinamente l’inadempimento delle imprese - afferma Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale dell’associazione - mentre i bambini rimangono al gelo. E, oltre al danno, c’è anche la beffa: “Il Comune è costretto, infatti, a sopportare una spesa non indifferente per alimentare i pur esigui ed insufficienti condizionatori, nonostante l’edificio abbia la possibilità di essere autonomo attraverso i pannelli fotovoltaici. Una follia non pretendere che la ditta proceda all’installazione di quanto puntualmente commissionato. Laddove non otterremo risposte all’istanza di accesso - conclude Di Lieto - non esiteremo a denunciare la vicenda, oltre a richiedere il presidio della Magistratura contabile, stante il grave danno erariale.


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