
Sanità, I Quartieri: "Per applicare legge Gelli servirà sciopero fame collettivo"
Martedì 12 Dicembre 2017 19:33 di Redazione WebOggi.it
Alfredo SERRAO – Presidente I QUARTIERI
<< “Obbligo di trasparenza le prestazioni sanitarie erogate dalle strutture pubbliche e private”, tanto da prevedere la pubblicazione sul proprio sito Internet dei dati relativi ai risarcimenti erogati nell’ultimo quinquennio, lo prevede l’articolo 5 della nuova riforma in sanità definita legge Gelli, ma in Calabria questo potrà mai avvenire? Nuovi profili di responsabilità sanitaria e, a tutela dei pazienti, una rete a maglie strette di prevenzione degli errori in corsia. Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale diventa operativa la Legge n.24 del 8 marzo 2017 “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”. Valutando le deadline dettate dalla legge stessa che stabilisce dei passaggi cruciali – indipendentemente dal capitolo polizze assicurative sul rischio sanitario – come l’istituzione dei “Centri regionali per la gestione del rischio clinico e la sicurezza del paziente” che dovranno fare riferimento, trasmettendo i dati annualmente alla struttura unica “Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza in sanità”. Se già il tutto prevede tempi lunghi di applicazione in ambito nazionale, in Calabria di certo il tempo si è fermato e quella che appare una legge di garanzia in sanità, può rivelarsi l’ennesima beffa per i calabresi. In Calabria dove il pianeta sanità è teatro di scorribande di corruttela e corruttori, è terra di una lotta epica tra il presidente Oliverio ed il commissario Scura, è la manifestazione di una totale mancanza di indirizzo politico, è l’apoteosi di un (non) riconoscimento di un diritto alla salute sia pure previsto costituzionalmente, noi ci chiediamo: la legge Gelli vedrà mai la luce qui in Calabria? Rispondere alla domanda sia pure in modo semplice, appare come un pugno allo stomaco, un sonoro schiaffo a quel principio di cittadinanza inesistente, peggio di quei valori LEA che in Calabria arrancano. Come applicheremo in Calabria questa legge che ad esempio all’articolo 2 prevede la figura del “Garante del diritto alla salute”: funzione che potrà essere affidata dalle regioni all’ufficio del Difensore Civico. Già perché da noi non è mai esistito il Difensore Civico, per come non è mai esistito nemmeno il valore del cittadino, figuriamoci la sua difesa. La risposta resta sospesa perché è la politica regionale del presidente Oliverio che deve fornirla. Purtroppo non serviranno le catene con sfondo palazzo Chigi, non serviranno le solidarietà dei sindaci a comando in salsa calabrese, non serviranno le fake-news di Oliverio e del suo staff, servirà invece la presa di coscienza di un sistema sanitario al collasso per colpa della politica regionale. Dove per restituire dignità alla malattia, forse servirà, questa volta a matrice popolare, l’ennesimo sciopero della fame collettivo, non sbandierato e non sbandierabile come il solito feticcio! >>
