
Sanità, i Quartieri: “Ospedali e Rsa, le strane dimenticanze…anche di Abramo?”
Mercoledì 24 Gennaio 2018 10:26 di Redazione WebOggi.it
“Dopo la messa in onda su Rai3 della trasmissione “Presadiretta” sul pianeta sanità e dopo il confronto che il sindaco Sergio Abramo ha avuto con la dirigenza delle aziende ospedaliere cittadine e dell’Asp territoriale, possiamo dire di non essere affatto tranquilli. Sul tappeto restano le volontà politiche – il più delle volte radiocomandate – che ostacolano l’integrazione aziendale verso la nascita della Dulbecco, ma soprattutto restano irrisolti i nodi strutturali della sanità che cura la fase acuta, mentre derubrica a spazzatura la cronicità. Questo è il “malcomune” della sanità italica e calabra, o catanzarese che dir si voglia. Per cui l’intelligente provocazione di Antonio Belcastro, dg del Policlinico Mater Domini – recuperare il valore delle strutture socio sanitarie per eventuali dimissioni protette – sembra sia stata letta come un inciso (?), piuttosto per come è, una soluzione lucida ed economicamente vantaggiosa per tentare di riportare su un binario di sostenibilità e di umanità la risposta sanitaria. Siamo o non siamo in regime di commissariamento della spesa sanitaria in Calabria? Se questo è il dato, il classico topolino è già morto, aggiungiamo noi. Le domande si fanno più secche e il sindaco Sergio Abramo, se ci crede, deve continuare nel solco delle richieste che non si fermano al Pronto soccorso del Pugliese, nella consapevolezza che il ragionamento sanitario non può essere un monologo monocorde, dove ci sono argomenti “non trattabili”, o la cui trattazione può determinare tsunami di convergenze politico-istituzionale. Questo è un film già visto. I titoli di coda basta andare a leggerli nella riforma welfare, made in Roccisano, che Abramo conosce bene. E’ giusto a questo punto non considerare gli ospedali degli alberghi, per come è giusto non considerare la malattia cronica, che necessita di cura, la classica “monnezza”. Parliamo di esseri umani dignitosamente sofferenti, che poco capiscono di giochi politici o della classica “distrazione” politica quando si tratta di alcuni argomenti. Uno di questi argomenti scomodi nella citta di Catanzaro, chissà perché (?) sono le strutture socio sanitarie, per intenderci le RSA e, non vorremmo che questa distrazione colpisse anche l’amico sindaco Abramo. Non lo vorremmo e non lo vogliamo, perché è da Catanzaro che parte una chiarezza oppure rimane un “vecchio regime” dove tutto si ammanta, tutto non si deve vedere, perché va bene così! E, siccome non va per niente bene, le poniamo noi alcune domande al sindaco Sergio Abramo, giusto per pregarlo di farsene portavoce al prossimo incontro con i protagonisti (?) della sanità catanzarese e oltre…
- E’ pensabile che regione Calabria e Asp blocchino i pagamenti alle strutture Rsa con il blocco degli stipendi al personale, adducendo problemi di software?
- E’ pensabile immaginare una qualità di assistenza su pazienti fragili continuando a tagliare organico, soprattutto OSS, nonostante il commissario Scura consideri le tabelle dei Decreti come indicative?
- E’ pensabile però continuare a “spacciare” ulteriori corsi di formazione professionale regionali per OSS, sapendo di formare e costruire nuovi potenziali disoccupati?
- E’ pensabile fare vivere le famiglie dei ricoverati in Rsa con l’angoscia del futuro, visto che le proprietà paventano ancora “dimissioni” di personale?
- E’ pensabile riportare le lancette della storia sanitaria all’anno zero, nella distrazione di tutti, per ricomporre i classici “ospizi” anche da noi, dove nel deserto umano si attende la giusta morte?
- E’ pensabile che in città, lasciando da parte il concetto regionale, i valori Lea siano non solo (a)Leatori, ma anche opachi? Bene a queste poche domande dovremmo cercare di dare una risposta. Offrire una ragione ed un perché.
Restituire dignità e trasparenza alla malattia. Indicare anche a livello di politica sanitaria cittadina un percorso. Rispettare il valore del lavoro e delle professionalità. Insomma richiamare la politica, che governa, ad una trasparenza di azione, dove l’indignazione diventa valore unico e non ha gradimenti diversi. Si, perché se oggi, giustamente la città di Catanzaro si allarma, si indigna difronte alla crisi aziendale dell’Abramo Printing, noi ci domandiamo perché non si indigna, anzi nasconde, le altre crisi (non) aziendali? Crisi causate perché non c’è caduta di domanda sanitaria, che investono altri lavoratori, che come quelli del gruppo Abramo, con la “solidarietà” non mettono insieme pranzo e cena e soprattutto, non spalmano la stessa sul pane! Quella stessa solidarietà di facciata che la malattia non capisce e che i malati non prendono come terapia”.
Alfredo SERRAO – Presidente I QUARTIERI
