Rizza: "Tutelare lavoratori volontari e non, del settore sicurezza"

Sabato 18 Febbraio 2017 13:48 di Redazione WebOggi.it

Nella Calabria del bisogno e della sopravvivenza, terra affamata di lavoro, uno dei rischi, tra i tanti, è che quotidiani e piccoli impegni possano trasformarsi in condizioni di lavoro “stabili e durature” che non rispecchiano i diritti dei lavoratori. Per questo ritengo necessario porsi degli interrogativi ed intervenire in quelle situazioni che possono generare dubbi e perplessità; il tutto per garantire la salvaguardia dei diritti di chi in qualche modo presta un servizio o una collaborazione e il rispetto delle norme vigenti, soprattutto quando sono posti in essere rapporti con gli enti pubblici.   E’ il caso, ad esempio, dei servizi di vigilanza affidati alle associazioni di volontariato che prestano il proprio impegno in favore di enti sensibili come aziende ospedaliere e università. Nel merito le riflessioni e le domande sono tante. Quale, nella fattispecie, è il confine tra le attività di volontariato e le prestazioni di lavoro? Possono gli enti pubblici, rispetto alle norme sancite dal Tulps, assegnare questi tipi di servizi a queste associazioni? Quali sono i mezzi di retribuzione per i lavoratori volontari, quale l’inquadramento contrattuale di questi ultimi? Cosa prevede il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza?   La questione sollevata non è di poco conto. Spesso gli affidamenti in materia contano migliaia e migliaia di euro. L’Asp ‘Pugliese Ciaccio’, per ultima, è una delle poche aziende ospedaliere a non aver bandito una vera e propria gara pubblica per questi servizi.   A tutela dei lavoratori volontari e non, del settore sicurezza, e della giusta concorrenza sarebbe il caso che chi ha competenza in materia affrontasse con puntuali determinazioni la questione.

Roberto Rizza

Consigliere comunale


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