
Rifiuti, Guerriero al sindaco: Intervenire su Sieco che non rispetta scadenze
Martedì 04 Aprile 2017 17:32 di Redazione WebOggi.it
Testo integrale della dichiarazione diramata dal consigliere comunale Roberto Guerriero:
“In un momento di crisi economica che danneggia le famiglie come le aziende, mi aspetterei prontezza, sia da parte del pubblico che dei privati, nel rispettare gli impegni assunti e le relative scadenze. Soprattutto, come nel caso che ho illustrato in via ufficiale al sindaco Abramo con una nota protocollata presso l’ufficio di presidenza del Consiglio comunale, se il mancato rispetto degli impegni assunti e delle scadenze riguarda la ditta Si.Eco. che, per il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti, è pagata puntualmente dalla stessa amministrazione comunale.
Prendendo come esempio Palazzo De Nobili dovrebbe essere proprio la Si.Eco. a saldare in maniera puntuale i servizi erogati dalle imprese alle quali si è appoggiata nei mesi scorsi per il conferimento dei rifiuti. Mi riferisco, in particolare, al mancato pagamento della società “Ecomediterranea” Srl, nelle cui piattaforme la Si.Eco. ha conferito l’immondizia per il periodo compreso fra luglio 2016 e gennaio 2017.Non si tratta, in questo caso, di un corto circuito fra amministrazione pubblica e soggetti privati: la Si.Eco. ha già ricevuto dal Comune tutte le somme dovute alla “Ecomediterranea”. Si tratta di una cifra che si aggira intorno ai 96mila euro. Il problema, è che ne ha poi corrisposto soltanto una piccola parte, poco più di 25mila euro.
Mi chiedo, dunque, cosa aspetti la Si.Eco. a saldare l’intera somma. Se lo chiede anche il legale della “Ecomediterranea”, che ha da poco presentato una diffida a Palazzo De Nobili.Sono sicuro che il sindaco Abramo capirà immediatamente che un contenzioso del genere, con la possibilità prevista dalla legge che la “Ecomediterranea” si rifaccia sul Comune come responsabile in solido, può avere gravi ripercussioni per i cittadini. E interverrà di conseguenza e per quelle che sono le sue prerogative. Ma credo sia opportuno appellarsi anche al senso di responsabilità della Si.Eco., che non può lasciare inascoltato un appello pubblico, né far finta di nulla dietro una diffida così esplicita e dettagliata”.
