
Riccio: il silenzio degli innocenti su Tar che trasloca da centro storico
Giovedì 04 Ottobre 2018 17:27 di Redazione WebOggi.it
Dichiarazione del consigliere comunale Eugenio Riccio: “Seppur contraddistintasi per l’assordante silenzio degli attori non protagonisti – commercianti, associazioni di categoria e politica a tutti i livelli – ritengo che la vicenda del trasferimento del Tar, che poco ha infiammato gli animi dei catanzaresi, anche quelli generalmente votati alla contestazione dello status quo, possa simbolicamente e plasticamente rappresentare gli ultimi 30 anni di vita sociale e civile della nostra città che ha portato al totale depauperamento del centro storico. Solo qualche associazione, come Cara Catanzaro e Catanzaro in movimento, e gli illustri avvocati Gualtieri e Morcavallo hanno lanciato pubblicamente l’allarme. E allora chi sono stati, storicamente, i nemici del centro storico? Poteri più o meno forti caratterizzati da lunghi rapporti di amicizia o familiari nel mondo imprenditoriale, della scuola e dell’università, hanno determinato il primato dell’economia su una politica debole e misera culturalmente. Quella classe politica che ha svenduto la città per avere in cambio contributi a supporto delle campagne elettorali e utili nella ricerca del consenso. Questi sono i veri “poteri forti” a Catanzaro, un gruppo di amici imprenditori, parassiti sociali che hanno succhiato anima e sangue e che fruiscono della politica a proprio piacimento scambiandosi favori trasversalmente. A Catanzaro, insomma, la dicotomia destra/sinistra l’abbiamo superata da trent’anni con una corrente di “pensiero unico” che vede la politica prona e subalterna al mondo delle lobby. Si spiegano così tutte le scelte strategiche sbagliate nella Catanzaro repubblicana quando gli amministratori, per autoperpetuarsi, di fatto diventarono zerbini del mondo imprenditoriale. Basta fare gli esempi legati al decentramento delle sedi dell’università, della Regione, dei quartieri popolari a sud. Non stupisce, quindi, che oggi il Tar trasloca dal centro storico nel più assordante silenzio, per non disturbare chiesa e affaristi. Se capiamo la logica che soggiace al silenzio del sindaco imprenditore Abramo, di meno comprendiamo una chiesa che, a fronte del cambio di passo chiesto da Papa Francesco, si atteggia a “società immobiliare”. Piuttosto, l’emergenza abitativa di molti nostri concittadini meriterebbe che l’immobile di via Massara dove finirebbe il Tar fosse messo a disposizione di chi vive nella disperazione. Ma tant’è…In una città normale a decisioni scellerate come quella di allocare il Tar fuori dal centro storico, si sarebbe contrapposta la società civile con la politica in testa, le associazioni dei commercianti, la Camera di commercio, gli imprenditori sani. Ma a Catanzaro, si sa, il silenzio degli innocenti è una regola di vita”.
