Riccio e Costanzo: "Piscina comunale, 47 morto che parla"

Giovedì 09 Novembre 2017 12:58 di Redazione WebOggi.it

E si, non è un oltraggioso accostamento ma il triste richiamo che la vicenda della piscina comunale di Catanzaro suscita, richiamando alla memoria il celebre film di Totò, 47 morto che parla appunto, in cui il grande attore recitava la famosa frase “ed io pago!!”  Ed in questo caso, nuovamente sotto la giunta Abramo, l’IO che paga è l’intera collettività. Con una pervicacia diabolica, procedimento avviato nella passata legislatura quasi a ridosso delle elezioni e messo in atto nell’attuale, il duo Abramo-Mungo compie un altro scempio.    La piscina comunale “V. Caliò” era stata ben gestita dalla Catanzaro Servizi S.p.A.  favorendo il massimo e pluralistico utilizzo oltreché la crescita e sviluppo di importanti realtà sportive e generando altresì un prezioso indotto occupazionale. Ma il Sindaco e l’Assessore Mungo hanno fortemente voluto interrompere la gestione dell’ impianto da parte della partecipata in data 30.07.2017 e pur di raggiungere lo scopo, con solo si fa per dire, tre edizioni di bando, sono finalmente riusciti a confezionare l’ennesima plastica raffigurazione dell’operato di questa Amministrazione. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: piscina ancora chiusa alla data odierna - iter amministravi errati e superficiali - il patrimonio sportivo di 3 associazioni natatorie disperso - un indotto lavorativo diretto ed indiretto, fra i giovani occupati ed i fornitori interessati, azzerato - utenti di tutte le età e condizioni, compresi i ragazzi disabili, ritrovatisi di colpo nello squallore di una città sempre più ridotta a paesotto spopolato ed in dissesto.  Di chi è la colpa, di chi sono le responsabilità? Chi pagherà per tutto questo? I grandi burattinai politici dell’operazione “privatizziamo lo sport a Catanzaro” Abramo-Mungo? I fedeli, celeri ed “abili” burocrati che hanno confezionato e riconfezionato bandi su bandi sbagliati e che magari ricevono anche premi di produttività? O forse addirittura la colpa sarà scaricata sul TAR? A questa domanda, posta per tutti gli sfaceli fin ora perpetrati da questa Amministrazione, siamo sicuri non si otterrà come sempre risposta, è troppo evidente la mancanza del senso delle istituzioni e del rispetto per la cittadinanza, come pure è evidente che l’unica risposta accettabile sarebbe quella delle dimissioni del baluardo dello sport cittadino e premiatore seriale. L’unica domanda a cui forse si potrà avere risposta, oltre che quella più naturale da fare in qualità di opposizione seria e responsabile, è: come si intende riparare a questo sfacelo?? Suggeriamo anche una soluzione a riguardo, potrebbe infatti l’Amministrazione, per come previsto dal bando, annullare l’aggiudicazione in autotutela per interesse pubblico e riaffidare la piscina, con le giuste condizioni, alla Catanzaro Servizi S.p.A. Almeno così per qualche ora al giorno a qualche cittadino sembrerà, nuotando, di vivere in una città normale.  Nel frattempo Noi paghiamo.

Eugenio RICCIO

Sergio COSTANZO

CONSIGLIERI COMUNALI

Catanzaro


Galleria Fotografica




Notizie più lette