
Riccio, Celia e Rotundo: "Sacal, privati, Abramo e il gioco delle tre carte..."
Sabato 30 Settembre 2017 19:44 di Redazione WebOggi.it
"Mai bocciatura può considerarsi a tutti gli effetti una promozione a pieni voti. Nell’ultimo consiglio comunale è stato bocciato il nostro emendamento, presentato dai cinque consiglieri comunali di “Svolta Democratica” e “#FarePerCatanzaro”, con il quale chiedevamo di non "svendere" le quote in possesso dell’Amministrazione Comunale in seno alla Sacal e al Comalca. Salvo poi approvare i due emendamenti presentati da “Forza Italia” e “Catanzaro da Vivere” che sostanzialmente ribadivano quanto da noi emendato. Insomma, la nostra sacrosanta richiesta è stata silentemente avallata dalla maggioranza: il gruppo di riferimento all’On.le Tallini aveva presentato un emendamento su Sacal e il gruppo di riferimento del Sen. Aiello ne aveva presentato un altro sul Comalca. Ergo: la maggioranza e' andata clamorosamente in frantumi sulla pratica per poi marciare unita e compatta nel sostenere quanto proposto dalla opposizione nel suo emendamento. Una seduta di consiglio comunale, insomma, dove e' parso subito evidente che il modus operandi dei due gruppi di maggioranza evidenzia una spaccatura all’interno della coalizione che sostiene il Sindaco della città Capoluogo. Così come ha fatto tantissimo rumore “il silenzio”, sugli argomenti in questione, del gruppo “Officine del Sud” il cui referente politico è Claudio Parente. E’, quindi, evidente che la maggioranza è già lacerata da lotte intestine e fronde interne con i tre principali blocchi politici che vanno in direzioni diverse. E il Sindaco Abramo che fa? Quando vede le cose “male parate” toglie sempre dal cilindro la solita frase ad effetto “a mia on mi dissaru nenta” tanto che dai banchi dell'opposizione gli si e' dovuto ricordare che oltre ad essere Sindaco è anche Assessore alle partecipate. Così è avvenuto nell’ultimo Consiglio Comunale che il Sindaco Abramo non sapeva che qualcun altro (colpa di un dirigente?) aveva deciso di mettere in "svendita" le quote di proprietà dell’Amministrazione Comunale in seno alla Sacal e al Comalca. Ma se l'agire del sindaco in consiglio è stato da "operetta", inquieta il suo silenzio relativamente alle nostre richieste di "trasparenza" in merito alla recente mancata ricapitalizazione del Comune che, non avendo operato il diritto di opzione, ci ha portato al minimo ponendoci di fatto "fuori" SACAL e creando le premesse per la scalata di quei privati che oggi addirittura detengono la maggioranza relativa delle quote. Un atteggiamento, quello dell'amministrazione comunale , che di fatto ha "depauperato" decenni d'impegno della città a sostegno del Suo Aeroporto e della società che lo gestisce con il rischio di profili di danno erariale che meriterebbero essere approfonditi. Ma siccome al peggio non c'e' mai fine ecco che Abramo, da Assessore alle Partecipate, fa arrivare in Consiglio Comunale una pratica sulla dismissione delle quote societarie di SACAL e Comalca che di fatto si attira contro le ira di tutta la città riuscendo nel miracolo di compattare in consiglio comunale maggioranza e opposizione.Domanda : ma Abramo a che gioco sta giocando? Questo atteggiamento sembra esprimere la chiara volontà di dare in mano ai privati società strategiche per lo sviluppo dei nostri territori. Sembra quasi una barzelletta, o più semplicemente il gioco delle tre carte. Ma così non è. Purtroppo, ci troviamo davanti ad un gruppo di potere incapace di governare il Capoluogo di Regione. Un gruppo che fa capo ad un Sindaco che ha una visione “piccolissima” della città più importante della Calabria. Un Sindaco che negli ultimi venti anni non è stato capace di farle fare il salto di qualità, soprattutto a livello urbanistico e in quello dei servizi per i cittadini. Insomma, un buon amministratore di condominio, l’uomo sbagliato nel posto sbagliato!".
