
Riccio al Prefetto: "Verificare controlli a strutture balneari e spiagge, prima della tragedia"
Venerdì 24 Agosto 2018 14:35 di Redazione WebOggi.it
“Appare sempre più evidente che in Italia, se non ci scappano il morto e la tragedia annunciata, le istituzioni ai vari livelli preferiscono dilettarsi nello sport nazionale: lo scaricabarile. E’ successo in questi giorni con il crollo del Ponte Morandi a Genova e il dramma delle gole del Raganello a Civita: prima la tragedia, poi le regole e il rispetto delle leggi. E a Catanzaro? Nella nostra città succede che uno stabilimento balneare venga ribaltato in piena notte dal vento senza provocare, per fortuna, danni alle persone. Ma se l’evento fosse accaduto di giorno, cosa sarebbe successo? Staremmo forse a piangere per qualche nostro amico o congiunto? Sarebbe forse stato uno dei tanti casi in cui, a tragedia avvenuta, ci si sarebbe interrogati sul perché del “lassismo” delle pubbliche amministrazioni interessate? Se non c’è assolutamente alcuno spirito polemico in questa mia riflessione, non possiamo comunque rassegnarci alle reiterate omissioni delle pubbliche amministrazioni che dovrebbero garantire la sicurezza dei cittadini. Credo e chiedo pubblicamente al prefetto di Catanzaro di intervenire presso tutti i Comuni della provincia al fine di verificare se gli enti abbiano effettuato i controlli previsti sulle spiagge e sugli stabilimenti balneari, se abbiano fatto rispettare leggi e regole. Il tutto a fine stagione, cosa che non comporterebbe alcun problema agli operatori del settore. La legge, infatti, prevede che i Comuni devono verificare se gli imprenditori turistico-balneari rispettano le regole. Chi non osserva le regole fa concorrenza sleale a chi invece è virtuoso e, cosa più grave, mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini. Se Catanzaro nel recente passato è stata interessata da crolli e incendi di stabilimenti balneari, allora bisognerebbe rispondere a queste domande: I lidi hanno un deposito al Genio civile? Hanno i certificati di agibilità e di antincendio? Hanno rispettato le disposizioni previste in termini di impatto paesaggistico? Hanno le certificazioni di corretto montaggio, asseverate da tecnici? Hanno verificato le condizioni del vento con relazioni geologiche come previsto dalla legge? E, soprattutto, perché alcuni operatori non hanno adeguato dal punto di vista della sicurezza gli stabilimenti, atteso che la normativa attuale impone l’adeguamento al Piano comunale delle spiagge prima della scadenza fissata al 31 ottobre 2018? In questo senso, appare paradossale che l’amministrazione stia valutando di prorogare tale termine al 2020. Nessuno vuole vivere nella “città di Pulcinella”, ma è evidente che, come in tutta Italia, se non muore nessuno finisce sempre a tarallucci e vino. Sono le tragedie a far uscire le carte dai cassetti. Serve, quindi, un atto di responsabilità da parte del Prefetto per far sì che l’ignavia e la rassegnazione delle istituzioni al “non fare” non diventino predominanti”.
consigliere comunale Eugenio Riccio
