Reggio capoluogo? "Catanzaro nel cuore":"La gaffe di Feltri ci irrita ma non ci sorprende"

Mercoledì 22 Marzo 2017 15:14 di Redazione WebOggi.it

La recente gaffe di Vittorio Feltri, il quale in un suo intervento su Libero lascia intendere che sia Reggio Calabria il capoluogo della nostra regione, ci irrita ma non ci sorprende giacché l’ignoranza sul tema è una faccenda che si protrae da tempo e sulla quale da sempre il nostro Movimento oppone una tenace opera di moral suasion. Che appare sterile fin tanto che i soggetti istituzionali persevereranno in quest’abbaglio, amplificato con la complice approssimazione di giornali e televisioni. D’altronde non è il primo e non sarà l’ultimo svarione sul tema: qualche anno fa ce lo propinarono Bersani  in tv a Ballarò, e Gianna Fregonara, moglie dell’allora premier Enrico Letta, sul Corriere della Sera; più recentemente la papera si è vista al padiglione Expo di Eataly. Il catalogo sarebbe oltremodo corposo e talvolta dietro l’ignoranza emerge l’opportunismo politico, come nel caso di uno sprovveduto Italo Bocchino che il 25 marzo 2009 affermò che la tanto discussa - e tuttora discutibile -  assegnazione dello status di città metropolitana a Reggio risarciva quella città del torto subìto con lo “spostamento” del capoluogo a Catanzaro! In questo caso siamo addirittura alla falsificazione della storia, alla stregua della mitizzazione dei moti reggini celebrati  e addirittura ricordati come un evento degno di lode e non già come un fatto di violenza manovrata e ingiustificata. Tornando ai giorni nostri, riconosciamo a Vittorio Feltri il merito di aver provocato la classica conseguenza non intenzionale di un’azione intenzionale.

E così riparliamo di Calabria e del suo capoluogo in un periodo propizio, considerato che a Catanzaro è in corso la campagna elettorale per le imminenti elezioni comunali. Condividiamo il ragionamento del sempre attento prof. Franco Cimino il quale proprio prendendo spunto dall’articolo di Feltri mette il dito nella vera piaga, ovvero l’inconsistenza della politica cittadina più che gli attacchi provenienti dall’esterno. Che pure ci sono. Non vi possono infatti essere dubbi circa una debolezza che progressivamente ha colpito la nostra città, tanto a livello regionale quanto a livello nazionale, a causa di una perdita progressiva di peso politico a sua volta determinata da classi dirigenti ed economiche non esattamente all’altezza di una città capoluogo di regione. Mancanza di visione, scarsa lungimiranza, predominanza di progetti personali su quelli che realmente attengono allo sviluppo generale del territorio, una mediocre idea circa lo sviluppo della città: sono tutte cose che nel tempo hanno prodotto uno sfacelo. Urbanistico, identitario, sociale; e conseguentemente anche istituzionale.

La non riconoscibilità da parte dei più di Catanzaro quale capoluogo di regione, ancorché lo sia a tutti gli effetti pur monca di importanti Enti ed Uffici e del Consiglio Regionale tuttora inspiegabilmente ubicato altrove, è il chiaro segno non già o non tanto dell’altrui ignoranza geografica e politica, ma soprattutto della scarsa capacità di noi altri catanzaresi – e dunque dei dirigenti che riusciamo ad esprimere a livello politico – di pensare alla nostra amata città informandola al ruolo-guida centrale ed alle funzioni strategiche che riveste. Il futuro sindaco dovrebbe tenerne conto. La corrente campagna elettorale, finora indistinta circa queste tematiche, dica allora qualcosa di inequivocabile su ciò che Catanzaro e i catanzaresi dovranno essere. Avere un’idea di Catanzaro capoluogo di regione, e finalmente lavorarci per concretizzarla, ci sembra l’unico modo per evitare che nell’opinione pubblica regionale e nazionale certi equivoci si consolidino oltre misura. E oltre ogni utile alibi.    

Movimento Civico Indipendente “Catanzaronelcuore”


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