
Reddito di Cittadinanza, Cardamone: "Una nuova forma di assistenzialismo"
Venerdì 28 Settembre 2018 18:23 di Redazione WebOggi.it
Dichiarazione diramata dal vicesindaco Ivan Cardamone: “L’esultanza da stadio con cui i sostenitori del movimento Cinquestelle hanno accolto l’introduzione del reddito di cittadinanza mi ha lasciato fortemente perplesso. Certo, fa parte della politica tifare per il proprio schieramento, e non ho certo intenzione di mistificare il gesto di chi il movimento l’ha votato. Avrei fatto la stessa cosa se un governo nel quale mi riconosco, e di sicuro non sto parlando di quello attuale, avesse varato un provvedimento in favore dei cittadini. Non è questo il caso, perché ritengo che il reddito di cittadinanza rappresenti una nuova forma di assistenzialismo. Una misura che in teoria è stata pensata per dare sollievo a chi è in difficoltà, ma che in realtà sarà un placebo con effetti nefasti per una generazione che, finora, non ha quasi mai avuto la possibilità di trovare un lavoro vero e proprio in cui realizzarsi. La “soluzione” pensata dai Cinquestelle è ben lontana dall’essere una risposta concreta. L’ha detto anche Papa Francesco, qualche giorno fa, che la politica di assistenzialismi e sussidi non porta da nessuna parte. E che, invece, è il lavoro, quello vero, a rendere pieno il senso della vita dell’uomo e della comunità. E allora, proprio per il lavoro, il governo avrebbe dovuto utilizzare quelle risorse, pari a circa 10 miliardi, per fare una cosa più sensata come autorizzare concorsi e assunzioni nelle amministrazioni pubbliche dalla pianta organica ormai ridotta al minimo indispensabile. Il caso del Comune di Catanzaro, ma potrei citare tanti altri centri calabresi, è esemplare, visto che si riesce a mandare avanti con immense difficoltà l’apparato amministrativo a causa del notevole sottodimensionamento di un personale che è numericamente ridotto rispetto agli anni passati. Come si fanno ad erogare i servizi ai cittadini in questo modo? E come si fa a sostenere il peso della concretezza quando gli enti locali, i più prossimi riferimenti fra Stato e cittadini, rimangono schiacciati, invece che essere aiutati, dal Governo? Basti pensare al bando per le periferie che ha privato Catanzaro dei 30 milioni di euro previsti per i progetti di riqualificazione delle aree degradate. È solo un esempio, ma quei fondi, finalizzati per creare lavoro e servizi, sarebbero stati una boccata d’ossigeno per Catanzaro e per tutti gli altri capoluogo italiani che avevano vinto il finanziamento cancellato, purtroppo, dal qualunquismo a Cinquestelle. L’articolo 1 della nostra Carta fondativa dice che “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Sul lavoro, non sull’assistenzialismo che renderà ancora più povera la nostra e altre terre contribuendo sempre di più alla fuga dei nostri giovani”.
