Psi: il centrosinistra dopo le elezioni

Domenica 25 Marzo 2018 14:41 di Redazione WebOggi.it

I risultati,  per il centro-sinistra,  delle elezioni politiche sono state una disfatta; quelli della lista INSIEME, sono stati desolanti. Assai peggiori di quanto non avessero previsto i  sondaggi. Se pensiamo che nelle elezioni politiche del 1994,i progressisti con la famosa "macchina da guerra"di  Occhetto avevano ottenuto il 34% e Mariotto Segni il 16% e che, alle elezioni europee del 2014 il solo P.D.  aveva raggiunto il 41%, la risposta ai Dirigenti Nazionali e locali,  che si stanno confrontando sul futuro( Oliverio propone la sua ricandidatura) è presto data. Le elezioni del 4 marzo hanno determinato la fine della seconda repubblica, ma hanno anche sancito che l'unico raggruppamento,che si era messo in salvo dal terremoto di tangentopoli e cioè il P.D.,nato con una fusione a freddo fra ex comunisti ed ex democristiani della sinistra cattolica, è di fatto imploso. Quella fusione a freddo,  che fu il P.D., tenne, scientificamente, fuori dalla sua costruzione la cultura del socialismo. In quel preciso disegno degli eredi del P.C.I. la cultura laico e socialista, che aveva dato vita alle più grandi riformedalla casa alla scuola; dal lavoro alla famiglie e ai diritti civili,veniva tenuta fuori. Il P.C.I.era un partito di massa, che aveva applicato la teoria gramsciana dell'egemonia, per cui tutti gli intellettuali più importanti, tutto il mondo della scuola e dell'Università, della Magistratura, i mass media,  erano in piena sintonia con l'operato del partito. E' tutto questo sistema che è saltato il 4 marzo. Ora dobbiamo chiederci, come socialisti, che fare del nostro futuro. Possiamo vivere in questo P.D.?     Non credo. Un partito, che esalta la storia comunista, non ci appartiene. La prima tappa sarebbe un allargamento dei nostri compagni di partito a tutti coloro che si definiscono socialisti, che intendono collegarsi alla nostra storia. Apertura verso tutti coloro che hanno lasciato e  non si sono iscritti. Ma può diventare la casa anche di chi, da socialista italiano, ha scelto di entrare in altri partiti, sul modello di Marco Pannella, ma anche di Pittelli, Nannicini. Penso ad un partito aperto. Altro problema è l'allargamento del nostro orizzonte. Una Federazione fra socialisti,verdi,radicali e liste civiche servirebbe per costruire un ampio polo riformista per confrontarsi e dialogare col PD da posizioni di minore sudditanza e solo, se rinuncia a posizioni egemoniche ed arroganti. Basti pensare che Oliverio, riunendo quattro amici, ha stabilito di ricandidarsi, senza sentire la gente che pensa del suo operato. Non si pone oggi il problema di aderire al PD(oltretutto non sappiamo nemmeno se il PD esiste ancora), ma la necessità di proporre, ai tanti che si sono astenuti o che hanno espresso un voto di  protesta, una formazione laico-socialista, recuperando gli ideali ed i valori del socialismo, nell'interesse del paese. Sull'argomento è previsto un incontro per MARTEDI' 27 c.m. alle ore 17,30, dell'Assemblea Provinciale presso il locali della Federazione P-S.I. di Catanzaro Lido.   


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