
Provinciali, Fiorita: quel che davvero serve è la credibilità, la trasparenza, il rinnovamento
Domenica 04 Novembre 2018 20:19 di Redazione WebOggi.it
A qualche giorno di distanza dalle elezioni provinciali è tempo di tracciare un bilancio definitivo, non prima però di aver introdotto due premesse. In primo luogo, si deve ricordare che di queste elezioni si sarebbe volentieri fatto a meno e che il nuovo Governo dovrebbe provvedere al più presto a sciogliere l’ambiguità in cui versano le Province. Si restituiscano a questi enti le proprie competenze se si vuole tenerli in vita o si provveda alla loro soppressione se si ritiene preferibile farne a meno, ma non le si lasci monche, quasi inutili, e però ancora vive e operanti. Il sistema elettorale, poi, esclude i cittadini dalla scelta dei propri rappresentanti, mortificando quel desiderio di partecipazione e cambiamento che la popolazione ha dimostrato in questi ultimi periodi. Elezioni che non scaldavano il cuore, dunque, e che rischiavano di trasformarsi in una presa d’atto in stile notarile del trionfo di Sergio Abramo – sospinto dal voto ponderato di Catanzaro e dal commissariamento di Lamezia Terme, nonché dallo smarrimento del centro-sinistra ufficiale – se qualcuno non si fosse messo al lavoro, nel silenzio e nella disattenzione dei più, per costruire un’alternativa credibile a tale risultato. Quel che oggi maggiormente mi preme non è sottolineare l’ottimo risultato della lista Area Civica, che pure è di gran lunga la più votata dello schieramento anti Abramo e che addirittura ha sfiorato (e ancora non consideriamo chiusa la vicenda) l’elezione di ben tre consiglieri provinciali, quanto piuttosto rivendicare di essere stati gli attori principali di un progetto politico che vedeva nell’individuazione di un candidato giovane e autorevole, nella rottura delle logiche autoreferenziali della vecchia classe dirigente del centrosinistra, nella valorizzazione di tutti i territori della provincia e nella centralità dell’energia civica i pilastri su cui costruire un’alleanza in grado di erodere il consenso di un centro destra impersonato da anni dalle stesse persone e fermo a logiche esclusivamente numeriche. Quel progetto lo abbiamo portato avanti tra mille difficoltà – lo sa bene Arturo Bova che con noi ha condiviso la parte più impervia del percorso – e in qualche modo lo abbiamo finanche imposto a chi preferiva schemi più consueti o a chi preferiva tenersi lontano dalla sconfitta ipotizzata. E quel progetto lo abbiamo reso solido – oggi possiamo dirlo - con la nostra generosità, mettendo i voti di Fare per Catanzaro e di Cambiavento al servizio di più realtà territoriali e rinunciando a consolidare piccole rendite di posizione per far crescere pezzi di nuova classe dirigente della nostra provincia. Oggi tutti guardano alle divisioni laceranti del centro destra, contano gli ammutinati e raccolgono gli sfoghi o i diktat di questo o quell’esponente politico, ma tutto ciò è accaduto perché dall’altra parte del campo è cresciuta una proposta politica che riscuoteva consensi, che si allargava a macchia d’olio, che recuperava unità e che mostrava, per il solo fatto di esserci, le debolezze di Abramo e dei suoi candidati. Il vero dato politico catanzarese è che l’opposizione ha ritrovato compattezza ed è unita nel rifiutare l’espansione di un governo fallimentare come è quello della attuale giunta Abramo. Ma più in generale, il vero dato politico che si impone è la dimostrazione che quando si scelgono candidati che interpretano il segno dei tempi, quando si rinuncia agli interessi personali per sostenere un progetto, quando si lavora per unire anziché per comandare, allora c’è ancora vita nel centro sinistra e c’è un popolo – qui rappresentato dai tanti consiglieri di piccoli e grandi comuni – che è pronto a rimettersi in cammino. Magari ancora qualcuno non l’ha capito, ma queste elezioni ci dicono che non contano le bandiere o le casacche in un tempo in cui quel che davvero serve è la credibilità, la trasparenza, il rinnovamento. Solo così si può riprendere il cammino senza sbagliare la direzione. Infine, mi sembra doveroso ringraziare tutti coloro che hanno creduto in questo progetto, i candidati che hanno partecipato con spirito di squadra e con cui riprenderemo subito il lavoro collettivo, gli eletti che ci rappresenteranno in Provincia e i tanti sindaci e consiglieri comunali che hanno votato per Alecci e per Area Civica, scommettendo con noi sul futuro.
Nicola Fiorita
