
Polimeni: Proposta convenzione per istituzione postazioni vigilanza nelle guardie mediche
Giovedì 28 Settembre 2017 17:20 di Redazione WebOggi.it
Nota diramata da Marco Polimeni – Presidente del consiglio comunale e consigliere Provinciale e da Eugenio Garofalo – Componente osservatorio giovanile nazionale Ordine dei Medici FNOMCEO“
I drammatici fatti di violenza ai danni di una dottoressa stuprata mentre prestava servizio di guardia medica in un Comune della provincia di Catania, che ricorda quanto accaduto anni fa in provincia di Catanzaro, inducono l’assunzione di provvedimenti atti a prevenire e salvaguardare la incolumità dei medesimi professionisti. Le violenze e le aggressioni cui sono sottoposti i sanitari che svolgono attività professionale nei presidi territoriali di guardia medica sollecitano ad implementare misure di sicurezze non più procrastinabili nel tempo La solidarietà che si manifesta di fronte ai casi di inaudita violenza da parte dei rappresentanti delle istituzioni in generale non è più sufficiente. Non si può continuare su questa strada, sottoponendo i medici, soprattutto donne, in balia di chiunque, mettendo a repentaglio la propria vita ogni notte. Se pensiamo che l’assistenza sanitaria è sempre più affidata alle mani di giovani medici, non possiamo consentire che questi vadano al lavoro portandosi dentro patema d’animo, ansia e paura di essere massacrati. Rendere gli ambienti più protetti e sicuri è un problema di civiltà. Per queste motivazioni si rende necessario assumere provvedimenti strutturali e di sistema, rivedendo l’intero servizio di Guardia medica del nostro Paese.I locali, anzitutto, che ospitano i presidi delle guardie mediche dovranno essere dotati, di porte blindate e di sistemi di sorveglianza in remoto, affiancate da un’unità di sorveglianza. Per non lasciare completamente soli i sanitari dei piccoli paesi al cospetto di soggetti che non possono essere definiti pazienti, ma semplici delinquenti , si potrebbero, inoltre, programmare il trasferimento delle guardie mediche in prossimità delle stazioni dei carabinieri o della polizia.Siamo tutti consapevoli che anche in questi casi la prevenzione rimane un aspetto rilevante per limitare e dissuadere atti e violenze che mettono a repentaglio l’intero servizio sanitario periferico, chiamato a svolgere una funzione rilevante sul piano sociale e umano all’interno delle relative collettività. Ciò premesso proponiamo alle istituzioni interessate (Dipartimento della Salute Regione Calabria, Aziende Sanitarie Provinciali) nel rispetto delle proprie competenze, di stipulare convenzioni al fine di istituire postazioni di vigilanza presso le sede di Continuità assistenziale della Regione Calabria, cosi come già avviene in altre regioni di Italia, come ad esempio la Sardegna.”
