
Pisano: "Ormai sono un uomo di centrodestra, il mio ruolo l’ho conquistato con sacrificio e sudore"
Mercoledì 28 Febbraio 2018 20:12 di Redazione WebOggi.it
Nel 2012, dopo le Primarie di Italia Bene Comune, dove erano coinvolti il Pd, Sel e il Partito socialista per scegliere il candidato premier alle successive elezioni Politiche, è finita la mia militanza con la sinistra. Le ragioni, come tutti sanno, risalgono al modo in cui è stato trattato Salvatore Scalzo dopo la vittoria nel ricorso al Tar relativo alle Comunali di quello stesso anno. Forse gli appassionati di quella parte politica hanno dimenticato com’è stato trattato allora l’ex candidato sindaco del centrosinistra. Si sono per caso accorti di aver perso – la classe dirigente sicuramente sì, perché la regia è stata la sua - un fuoriclasse come Salvatore? In quel periodo, oltretutto, avevo tentato di sapere per vie ufficiali dove erano finiti i soldi raccolti dai tre partiti di Italia Bene Comune alle Primarie: non ricevetti nessuna risposta. Inezie, comunque, se paragonate al continuo tracollo del centrosinistra in Italia, lo sfascio nel quale ha fatto finire il Paese, l’assenza completa nelle strade e nelle piazze, negli spazi sociali che un tempo erano quasi esclusivamente della sinistra, l’approvazione della Fornero, la cancellazione dell’articolo 18, tutto sostituito dalle comparsate nei salotti tv, dai flirt con le banche, dalle dichiarazioni e dagli slogan di plastica messi lì da un capo assoluto. A cascata, ne è venuta fuori l’inconsistenza della classe dirigente di centrosinistra, un aspetto che qui in Calabria tocchiamo con mano. Dov’è finita la sinistra? Davvero pensa di potersi rialzare grazie all’esempio, a mio avviso troppo idealizzato, di Nicola Fiorita? Non sarà che siamo davanti a un caso di democrazia dinastica? Ormai sono un uomo di centrodestra, il mio ruolo l’ho conquistato con sacrificio e sudore, nessuno mi regalato nulla: io sono un alunno e posso giustificare il mio cambiamento, i professori non penso possano farlo”.
capogruppo di “Officine del Sud”, Giuseppe Pisano
