Pisano: "Opposizione sì, ma senza essere concreti"

Venerdì 13 Luglio 2018 19:21 di Redazione WebOggi.it

“Ho da tempo perso ogni fede negli ideali. Ero di sinistra, mi sono ritrovato orfano degli ideali e della sinistra stessa. È un problema che ho superato dopo un periodo d’analisi. Il mio percorso politico non l’ho mai nascosto e lo rivendico con orgoglio. Ho ormai un po’ d’esperienza e posso quindi consigliare ai giovani che si stanno avvicinando o che si sono già avvicinati al movimento politico Cambiavento di cominciare ad aprire gli occhi e, dovessero mai partecipare ai Consigli comunali, anche ad aprire bene le orecchie, soprattutto quella diretta verso la sinistra dell’aula. Rispetto a quando la politica si faceva nelle sezioni dei partiti non è cambiato niente: se c’era il problema di una fogna in un quartiere, c’era chi disquisiva dei vietcong e dei massimi sistemi. Se il problema riguardava il diserbo a Sant’Elia, c’era chi parlava della crisi dei missili cubani. Mi dispiace notare ogni volta che la sinistra sia rimasta tale e quale. Il dibattito politico verte su grandi temi, dalla metropolitana di superficie al ruolo del capoluogo? Va bene, però per qualcuno è più importante parlare della Nato, di Salvini, di Trump e di temi ancora più e più lontani. Tutto va bene, purché si eviti la responsabilità di amministrare. Opposizione sì, ma senza essere concreti. Tanto che, ad una parte delle opposizioni, è rimasta solo una cosa: l’arte della parola, visto e considerato che i fatti sono tutti ascrivibili alla maggioranza. C’è chi la consuma in modo intellettuale, c’è chi la consuma in modo cattedratico, c’è chi la diffonde tra la gente e per la gente. Ma come diceva Nanni Moretti “le parole sono importanti”, dispiace che quelle da loro consumate non porteranno vantaggio alcuno alla città. Per questo rivolgo ai giovani di Cambiavento un invito: svegliatevi prima che sia troppo tardi, aprite gli occhi qualche anno prima di quanto non l’abbia fatto io. Vi accorgerete che la politica è altro e che per amministrare la cosa pubblica non serve essere capace di parlare in latino, ma serve essere concreti, restare con i piedi per terra, ascoltare la gente. Ho capito ciò soltanto dopo le conflittualità che stavo vivendo al mio interno. Ero alunno e disobbediente, mai professore. Un cattivo maestro, come direbbe Piperno. In Consiglio ci sono, dunque,  più opposizioni: una di queste potremmo paragonarla a Nietzsche, l’altra a Marx, e quando vedo che provano a darsi la mano rimango di stucco. Compagno di scuola, compagno di niente, ti sei salvato dal fumo delle barricate o forse hai preso un posto in banca pure tu?”.

capogruppo di Officine del Sud, Giuseppe Pisano


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