Pisano: "Bruno tenta di appropriarsi della paternità del Parco della Biodiversità"

Giovedì 05 Ottobre 2017 11:02 di Redazione WebOggi.it

Con una operazione di marketing politico di bassa lega, la sinistra ed Enzo Bruno tentano di appropriarsi della paternità del Parco della Biodiversità.  Un tentativo subdolo, perché camuffato da un condivisibile ricordo dello stimato professore Zaro Galli, e non onesto, perché la verità storica racconta di un atteggiamento di ostacolo, da parte della sinistra, alla realizzazione del Parco della Biodiversità voluto dall’allora presidente della Provincia Michele Traversa. Manifestazioni, sit-in sotto Palazzo di Vetro, furono il modo in cui buona parte della sinistra dell’epoca, per pregiudizio politico o perché immaginava una destinazione diversa, mostrò netta opposizione al progetto di trasformare in un grande parco urbano attrezzato la vasta area incolta che circondava l’istituto Agrario. E’ giusto ristabilire questa verità storica, che peraltro i cittadini conoscono bene. Se oggi i catanzaresi e non solo possono godere di una realtà meravigliosa come il Parco della Biodiversità il merito è di Michele Traversa e della sua amministrazione, che l’hanno pensata e realizzata, e di chi come Wanda Ferro ha contribuito in maniera significativa al suo sviluppo e alla sua valorizzazione, oltre che al suo attento mantenimento. E’ merito di questi amministratori, alla loro cura e alla loro passione, se il Parco è cresciuto nella sua offerta di svago e natura e si è arricchito, negli anni, di importanti opere d’arte che ne hanno fatto uno dei più importanti musei all’aperto di arte contemporanea. Certo, negli anni le risorse per la manutenzione sono diminuite, già negli scorsi anni in cui l’ente è stato guidato da Wanda Ferro, ma è una bufala sostenere, come fa Enzo Bruno, che il Parco ora è mantenuto con 50 mila euro mentre prima serviva un milione di euro: probabilmente il presidente si riferisce al costo dei dipendenti che prima erano dedicati alla gestione e alla manutenzione del Parco ed ora sono stati trasferiti altrove, in ossequio alle esigenze più disparate. Fortunatamente i cittadini hanno memoria, e non si lasciano ingannare da chi vorrebbe riscrivere in maniera truffaldina una pagina di storia amministrativa che ha consentito di lasciare alla città una perla del proprio patrimonio pubblico.  

Pierpaolo Pisano Coordinatore progetto Associativo Itaca


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