
Parco eolico di Agnana Calabra
Martedì 13 Gennaio 2026 09:22 di Redazione WebOggi.it
Negli ultimi anni, il tema della produzione energetica da fonti rinnovabili è stato spesso presentato come una soluzione indiscutibile e priva di criticità. Tuttavia, quando i progetti calano dall’alto sui territori senza una reale valutazione degli impatti sociali, ambientali ed economici, diventa necessario fermarsi e fare chiarezza.
La Costituzione italiana tutela il principio dell’interesse collettivo e la salvaguardia dei beni comuni, stabilendo che settori strategici come l’energia non possano essere regolati esclusivamente dalle logiche del profitto privato. Le recenti normative che hanno favorito la liberalizzazione e l’accelerazione incontrollata degli impianti da fonti rinnovabili rischiano di entrare in conflitto con questo principio, risultando incompatibili con strumenti fondamentali come il Codice dei beni culturali e del paesaggio.
È in questo contesto che si inserisce il progetto denominato “Parco eolico di Agnana Calabra”, promosso dalla società Sky S.r.l., che prevede l’installazione di cinque aerogeneratori alti oltre 200 metri sulle alture che sovrastano il centro abitato. Un intervento che, dietro la retorica della transizione ecologica, solleva interrogativi profondi sul reale rapporto tra benefici pubblici e costi ambientali e sociali.
La Calabria è un territorio fragile, caratterizzato da un elevato rischio idrogeologico e da un patrimonio paesaggistico e culturale di grande valore. L’area interessata dal progetto confina con il Parco Nazionale dell’Aspromonte e con siti di rilevanza comunitaria, rendendo l’intervento particolarmente delicato. La realizzazione delle torri comporterebbe imponenti opere di sbancamento per le fondazioni in cemento armato, oltre all’apertura di nuove strade di accesso sui fianchi della montagna, con conseguente disboscamento, erosione del suolo e aumento del rischio di dissesto.
A questi elementi si aggiungono gli effetti meno visibili ma altrettanto rilevanti: le vibrazioni e le frequenze prodotte dal movimento delle pale, che incidono sugli ecosistemi, alterando l’orientamento dell’avifauna, e che, come evidenziato da studi scientifici, possono avere ripercussioni anche sulla salute e sul benessere delle persone.
Non va inoltre trascurato l’impatto socio-economico. Le esperienze già registrate in altri territori mostrano come la presenza di impianti eolici di grandi dimensioni abbia determinato un sensibile deprezzamento degli immobili. Le cosiddette “opere compensative”, spesso citate come contropartita per le comunità locali, si traducono nella maggior parte dei casi in infrastrutture funzionali esclusivamente ai cantieri stessi, come le strade di accesso, senza un reale beneficio duraturo per i residenti.
Il sito individuato dalla Sky S.r.l. si colloca in un’area che interessa non solo Agnana Calabra, ma un comprensorio più ampio che coinvolge i territori limitrofi. Non è una questione locale, ma una scelta che ha ripercussioni sull’intero equilibrio ambientale e paesaggistico della zona. Per questo motivo, non può essere affrontata lasciando sola una comunità di poche centinaia di abitanti.
Controvento Calabria ribadisce che la transizione energetica è necessaria e urgente, ma deve essere guidata da criteri di responsabilità, pianificazione e tutela del suolo. Le rinnovabili vanno realizzate senza nuovo consumo di territorio, privilegiando superfici già compromesse e seguendo le indicazioni degli enti scientifici nazionali. Le superfici esistenti sono già sufficienti per raggiungere gli obiettivi energetici al 2030, senza sacrificare paesaggi, biodiversità e qualità della vita.
Per questi motivi, l’associazione invita cittadini, amministratori e realtà del territorio a partecipare all’incontro pubblico del 15 gennaio: informarsi, discutere e prendere posizione è un dovere collettivo.
