
Operazione Jonny, mons. Bertolone: "Siamo addolorati, speculazione sulla pelle dei più deboli"
Martedì 16 Maggio 2017 08:52 di Redazione WebOggi.it
L'operazione Jonny, nel corso della quale ieri si è giunti al fermo di 68 persone tra cui il parroco di Isola C. R., don Edoardo Scordio, e che ha svelato il controllo della cosca Arena sul centro immigrati S. Anna sfruttando la collaborazione del governatore della Misericordia di Isola C. R., Leonardo Sacco, e quella del sacerdote finito in manette, ha destato diverse reazioni politiche e non solo. Arriva infatti, attraverso una nota, il commento del presidente della Cec (Conferenza Episcopale Calabra), mons. Vincenzo Bertolone, arcivescovo della diocesi Catanzaro-Squillace.
“Siamo addolorati per questa vicenda che racconta di una speculazione sulla pelle dei più deboli - scrive Bertolone. Attendiamo fiduciosi gli approfondimenti della magistratura, alla quale confermiamo stima e massima disponibilità alla collaborazione, ma non abbiamo bisogno di aspettare le sentenze per ribadire quella che già da tempo è la posizione della Chiesa calabrese nei riguardi delle mafie: nessuna possibilità di confusione, ma al contrario netta e radicale antitesi. Insomma, dove c’è Vangelo non possono esservi mafiosi o interessi comunque criminali. Una diversità netta, palese, incarnata fino al martirio da un prete da prendere a riferimento: padre Pino Puglisi. Un modello di vita e di comportamento pastorale, di cui fra qualche giorno si celebrerà l’anniversario della beatificazione e che in quest’ora particolare sta ad indicare – in particolare ai sacerdoti, anche se non solo a loro – quale debba essere la strada da seguire. La strada della coerenza, dell’umiltà, dell’onestà, della pastorale evangelica. Una strada - conclude Bertolone - dalla quale, per quanto ci riguarda, non intendiamo e non vogliamo deviare”.
