Obiettivo Comune: "Direzione sanitaria di presidio, risultato invariato"

Giovedì 05 Gennaio 2017 09:28 di Redazione WebOggi.it

In un sistema sanitario che funziona, una direzione sanitaria di presidio che si rispetti dovrebbe innanzitutto ricercare la massima sintonia tra management e clinici, programmando una riorganizzazione interna dei servizi assistenziali che, sfruttando tutte le sinergie possibili, aggreghi le attività e preveda l’utilizzo comune, per quanto possibile, delle risorse tecnologiche e professionali. Eppure ad oggi, dopo il cambio di staffetta, per la proprietà commutativa il risultato è rimasto invariato: continui trasferimenti extra-dipartimentali effettuati senza nessuna preventiva concertazione, prediligendo un reparto a discapito di un altro; personale improvvisamente ritenuto inidoneo, nonostante il valido contributo prestato per diversi anni; pazienti dimessi che sostano arbitrariamente e illegalmente nei reparti perché privi di continuità socio-assistenziale. Il tutto aggravato da un governo nazionale che impone tagli indiscriminati ai finanziamenti e da un Governatore regionale impegnato “a mostrare i muscoli” al Commissario ad acta. Come sempre a pagare il conto di questo carrozzone sono gli utenti che vedono ulteriormente ridursi l’accessibilità ai servizi, la qualità e la sicurezza delle cure. Proseguendo su questa strada finiremo per dover presentare la carta di credito per un semplice prelievo. Il rischio di un sistema sanitario dove solo i ricchi potranno curarsi è reale, perché tagliare i fondi al sistema sanitario nazionale vuol dire tagliare i servizi ai cittadini e mettere in discussione il diritto alla salute, un diritto costituzionalmente garantito.  

Manuela Costanzo Responsabile Sanità Obiettivo Comune


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