Obbligo Pos Condomini, lettera a Ministro Padoan per richiesta chiarimenti

Sabato 11 Novembre 2017 15:33 di Redazione WebOggi.it

Il Presidente U.P.A.C. Avv. Michele Orefice ha scritto una lettera indirizzata al Ministro dell'Economia e della Finanza Padoan ed al viceministro Casero per ottenere chiarimenti sull’eventuale obbligo del POS in condominio.

Il POS obbligatorio è uno dei temi più dibattuti, che in teoria sembrerebbe interessare anche i condomini.  L’articolo 15, comma 4, della Legge n. 221 del 17/12/2012, che ha convertito il D.L. n. 179 del 18/10/2012 obbliga i “commercianti”, che svolgono attività di vendita al dettaglio, ed i “professionisti”, che svolgono un’attività di servizi professionali, a dotarsi del POS, ovvero del dispositivo che permette l’utilizzo delle carte di pagamento. I pareri in merito all’obbligo del POS in condominio sono contrastanti. Nell’attuale contesto normativo, da una parte c’è chi percepisce l’obbligo del POS anche per i “professionisti” amministratori di condominio, mentre dall’altra parte siamo in tanti a ritenere che tale obbligo non sussista per l’amministratore, in quanto la sua attività non si configura come un servizio professionale a favore di terzi, essendo diretta soltanto alle ristrette esigenze dei condòmini. Comunque, seppure si volesse ritenere positiva la possibilità di tracciare i pagamenti compiuti dai condòmini all’amministratore condominiale, bisognerebbe considerare che il POS, di solito, comporta spese di installazione e di canone, nonché un costo fisso e uno percentuale per ogni transazione effettuata, con un onere medio fino a 180 euro l’anno. In altri termini, l’obbligo del POS in condominio comporterebbe un aumento delle spese condominiali a scapito dei consumatori, rappresentando una nuova tassa a carico dei condòmini. Peraltro il POS in condominio è superfluo in termini di tracciabilità dei versamenti, visto che i condòmini possono benissimo effettuare i pagamenti tramite bonifico, che costa la metà del pagamento via POS ed è comunque tracciabile. L’obbligo del POS in condominio, di fatto, sarebbe assolutamente vessatorio e costoso, soprattutto per i condòmini della Calabria, che è una delle regioni più povere d’Italia, dove anche quest’anno si è registrato un aumento esponenziale della morosità condominiale e dove spesso neanche i decreti ingiuntivi di pagamento sortiscono effetti. In questo contesto è necessario che il Ministero dell’Economia e delle Finanze proceda ad identificare, con chiarezza, i soggetti “professionisti” che devono dotarsi di POS, indicando espressamente se l’amministratore di condominio rientri o meno in tale categoria. Cordiali saluti

Il Presidente U.P.A.C. Avv. Michele Orefice


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