
Neuropsichiatria infantile, Esposito: "Allarme Marziale non può lasciarmi indifferente"
Giovedì 28 Giugno 2018 20:22 di Redazione WebOggi.it
Il grido di allarme e di sdegno lanciato dal Garante per l’infanzia e l’adolescenza della regione Calabria, non poteva certamente lasciarmi indifferente, come medico e padre, ancor prima che quale Consigliere regionale, giacchè qualunque problema e carenza che possa, già di per sè, apparire grave, si ingigantisce a dismisura, allorchè va ad intaccare il mondo dei bambini e, ancor più, di quei bambini che hanno la sventura di soffrire di un qualsiasi disturbo alla salute, dal più lieve ai più importanti. Ebbene, nella disastrata sanità della regione Calabria, ormai destinata a battere il primato (purtroppo non ambito da nessuno) di durata di sottoposizione a piano di rientro, l’intervento del dott. Marziale apre un altro triste capitolo, sul quale non può e non deve essere consentito continuare soltanto a lamentarsi, ma è necessario intervenire, in maniera pronta e decisa. E’ sconvolgente, ma purtroppo reale, la notizia che, in nessun ospedale della Calabria, sia operativo un reparto di neuropsichiatria infantile, costringendo i medici (sicuramente volenterosi e comunque e sempre da ringraziare per quello che riescono a fare in una tale situazione) a chiedere “ospitalità” ai colleghi di pediatria o psichiatria, ogni qualvolta si manifesti la necessità di ricovero per un piccolo paziente con disturbi neuropsichiatrici. Accade così che, nella nostra regione, sia diventato “regola” quello che, in condizioni normali, non dovrebbe mai verificarsi, neanche in via eccezionale ed urgente, ossia che un minore, talora anche in giovanissima età, che sia affetto da patologie che incidono sulla sfera della salute mentale, in alcuni casi in maniera lieve ma in altri anche molto gravemente, si trovi ad essere forzatamente inserito, durante quello che dovrebbe essere un percorso curativo e riabilitativo, in un contesto sicuramente dannoso e pericoloso quale è (per un bambino, già di per sè molto vulnerabile) un reparto di psichiatria per adulti, laddove rischia di iniziare una triste “carriera”, che lo porterà a diventare un adulto depresso, paranoico o comunque disturbato. Nè può apparire migliore, o meno grave, l’alternativa di curare quel “particolare” paziente (che è pur sempre un bambino, ma con esigenze e comportamenti del tutto peculiari) nei reparti di pediatria, dove inevitabilmente diventerà, suo malgrado, elemento di disturbo, di turbamento o anche di innocente curiosità per gli altri piccoli sfortunati ospiti, che non avranno la capacità di comprendere atteggiamenti e comportamenti che non rientrano nella normalità. Eppure, in totale assenza di posti letto dedicati, quei pochi (seppur validissimi) operatori che hanno quotidianamente a che fare con tale problematica, non possono trovare alternativa a quanto appena detto, salvo dover invitare i genitori dei piccoli pazienti ad optare per un “viaggio della speranza” verso qualche altra regione. Difatti, se si vanno a scorrere i dati della mobilità passiva sanitaria, si dovrà purtroppo constatare che molti pazienti “pendolari” sono proprio bambini affetti da disturbi neuropsichiatrici. Tale allarmante situazione impone, nell’immediato, di attivare, senza ulteriore ritardo, quello che, per ora soltanto sulla carta, è l’unico reparto ospedaliero di neuropsichiatria infantile della sanità calabrese, che è localizzato presso l’ospedale di Crotone, in favore del quale risultano decretati ed autorizzati due posti letto, che però non sono stati mai attivati, per carenza di personale e strutture. All’uopo, il primo significativo passo in avanti sarà rappresentato dall’immissione in servizio di due nuove figure di medici specialisti al servizio del reparto, che è già in itinere e dovrebbe ormai avvenire entro breve termine. Ciò, ovviamente, non potrà risolvere l’atavica carenza, imponendosi necessariamente altri interventi, volti ad implementare la dotazione organica, strumentale e logistica del reparto, per renderlo effettivamente operativo. Nella mia qualità di vice presidente della Commissione sanità, ho già interessato della vicenda il presidente, on. Mirabello, che ha prontamente recepito la mia necessità di affrontare la problematica in maniera urgente e concreta ed ha previsto di porre all’ordine del giorno di una delle prossime sedute dell’organismo tale questione, in modo da poter convocare ed audire tutti i soggetti interessati e ricercare idonee soluzioni, volte a garantire interventi, a medio e lungo termine, che possano consentire di porre fine ad una vera e propria violazione del diritto alla salute dei bambini calabresi che, spesso, è stato rilevato ed evidenziato anche dagli stessi Tribunali dei minori, allorchè si sono trovati a dover collocare fuori regione soggetti di minore età, che necessitavano di cure psichiatriche, o comunque di assistenza specialistica, perchè considerati “a rischio”, per sè e per gli altri.
On. Sinibaldo Esposito
