
'Ndrangheta, Gratteri: "Dobbiamo dire esattamente da quale parte stiamo"
Martedì 10 Gennaio 2017 11:46 di Redazione WebOggi.it
La 'ndrangheta così la può raccontare solo chi la conosce e la combatte da 30 anni. E' Nicola Gratteri, ieri protagonista di un'intervista a Presa Diretta, in onda su Rai 3 e condotta da Riccardo Iacona.
"Primo appuntamento con il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, tra i magistrati più esperti della lotta alla ‘ndrangheta, che da 30 anni vive sotto scorta. L’uomo che con le sue indagini è riuscito a sequestrare tonnellate di cocaina ai cartelli calabresi del narcotraffico e a decimarne le famiglie di élite. Nicola Gratteri ricostruisce con noi il perché non è diventato ministro della Giustizia nel governo dell’ex premier Matteo Renzi".
Così lo introduce e lo presenta la nota trasmissione televisiva, dipingendolo come un eroe, perchè, soprattutto ascoltando con attenzione cosa Gratteri racconta, non vi è altro modo di definirlo. Ha raccontato come lo Stato e la politica siano ormani pieni di 'ndrangheta, che amministra la cosa pubblica grazie ai collegamenti creati utilizzando la massoneria deviata. Oggi la 'ndrangheta è fatta di professionisti, di politici e, anche di magistrati, tutti complici e parte integrante dell'azione criminale.
Il quadro di Gratteri, per quanto spietato, rende l'idea del perchè attualmente il Paese sia collocato tra i più corrotti del pianeta intero. Di come la 'ndrangheta sia polivalente e offra svariate tipologie. Una 'ndrangheta crotonese potente a tal punto di conquistare enormi interessi in Emilia Romagna, o la 'ndragheta cosentina, diversa, perchè legata molto di più con la politica.
Un fiume in piena Gratteri, capace di definire i connotati della sua verità acquisita nell'esperienza di combattente e spiegata così bene che in un qualsiasi altro Paese democratico avrebbe scatenato una reazione veemente dei cittadini. Ma come dice Gratteri spesso, purtroppo anche i cittadini troppe volte si lasciano corrompere. Perchè la 'ndragheta è divenuto quasi un fenomeno culturale accettato in questo Paese, inutile nasconderlo. E' l'amara verità e sarà per questo che Gratteri e chi come lui vivono sotto scorta.
"La paura l'ho superata, ha detto ancora Gratteri, la uso per ragionare ma il timore di morire l'ho superato da 30 anni. Sono calabrese, ho la testa dura e vado avanti. Facendo attenzione".
D'altronde sembra quasi scontato che chi combatte la criminalità debba vivere sotto protezione. Ora più che mai, ora che, come ha raccontato Gratteri, la 'ndrangheta e la politica, e quindi lo Stato, troppo spesso diventano la stessa cosa.
