Napolitano, ipocrita chi lamenta abuso intercettazioni

Mercoledì 17 Maggio 2017 20:02 di Redazione WebOggi.it

"Tutti adesso gridano contro l'abuso delle intercettazioni e l'abuso della pubblicazione. È un'ipocrisia paurosa perché è una questione aperta da anni e anni con sollecitazioni frequenti e molto forti da parte delle alte istituzioni. Io personalmente ho messo il dito in questa piaga e non c'è mai stata una manifestazione di volontà politica per concordare provvedimenti che avessero messo termine a questa insopportabile violazione della libertà dei cittadini, dello stato di diritto e degli equilibri istituzionali". Così l'ex Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. "Ieri sera seguendo un dibattito in tv c'è stata una cosa che mi ha veramente molto colpito: tutti adesso gridano contro l'abuso delle intercettazioni e l'abuso della pubblicazione, non si sa quanto fedele, dei resoconti. Ma prima di ripetere le rampogne si chieda perché fino a oggi sono sfuggiti a qualsiasi soluzione normativa. Quella dell'abuso delle intercettazioni è una vicenda che si trascina in modo intollerabile", ha proseguito l'ex capo dello Stato, Giorgio Napolitano, conversando con i giornalisti, al termine della cerimonia di premiazione di Emma Bonino da parte dell'Ispi, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani.Napolitano è intervenuto anche nel dibattito sulla Legge Elettorale. "Evocare l'eventuale soluzione di un decreto, anche come arma estrema per uscirne tra qualche settimana, credo sia alquanto abnorme. Non è questo che ha suggerito la Corte Costituzionale" ha detto l'ex Presidente della Repubblicae."Penso che sarebbe assolutamente obbligatorio per qualsiasi forza politica che abbia un minimo di senso di responsabilità collaborare a un'intesa non piegata sul calcolo particolare o illusorio di nessuna singola forza politica" ha aggiounto .  Al termine di una cerimonia a Palazzo Giustiniani, Napolitano ha anche invitato le forze politiche a "leggere bene la sentenza prima di fare polemiche". "La sentenza - conclude - stabilisce che cosa non può essere riproposto e lascia campo molto libero al Parlamento per qualsiasi altro aspetto non toccato dalla Corte". 

ANsa


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