Monteleone (FIG): “Vitalizi, scosse le coscienze di chi promuove la buona politica"

Martedì 14 Febbraio 2017 18:39 di Redazione WebOggi.it

Queste le parole del vicecoordinatore regionale dei giovani di Forza Italia che suonano come uno sfogo, carico di indignazione, rispetto alla proposta presentata ieri bipartisan che istituisce la pensione dei consiglieri regionali a cui si aggiungono anche altri diritti di non meno rilievo. “Si tratta – osserva la giovane – di un atto privo di coscienza politica in riferimento a questo specifico momento storico in cui la Calabria risulta essere una delle regioni più povere d’Italia. La mia indignazione, sono certa, interpreta il sentimento di molti calabresi che vivono quotidianamente tra mille difficoltà. Gli stessi calabresi a cui si ripete da tempo che non ci sono le risorse necessarie a garantire i servizi essenziali. Ma poi aprono i giornali e leggono notizie che non vorrebbero mai leggere. E allora la domanda sorge spontanea: come può un cittadino avere fiducia di una classe politica che pur di assicurarsi economicamente l’impossibile dimentica la comunità che gli affida la salvaguardia dei propri diritti? Come possiamo fare in modo che lo stesso cittadino torni ad innamorarsi della politica quando la stessa politica si dimostra totalmente indifferente ai suoi bisogni, alle sue necessità di primo ordine, al progresso dell’ambiente in cui vive?” La fatica di chi lavora affinchè la Calabria possa rinascere viene offuscata ripetutamente in un attimo da azioni politiche indecorose che non conoscono un limite. “Non vi è dubbio – continua - che il Governo Oliverio, e non solo, non intende liberarsi da alcune logiche del passato ancorate a privilegi da cui, a quanto pare, non si riesce proprio a farne a meno. E, tra l’altro, pensando di essere furbi falsificano la realtà giocando con le parole: volutamente si  maschera , per usare un termine che richiama l’imminente festa di carnevale,  la parola vitalizio con quella di pensione ignorando che ai cittadini calabresi è ben chiara l’ambiguità dei termini con cui si esprimono. Ma poi, ragionando più specificamente, la pensione di cosa? Il lavoro che consente di godere  della pensione è ben altro. Basta anche un solo mandato per far scattare il diritto al trattamento di fine mandato; è assurdo. Tirare la cinghia è oramai diventato un famoso ritornello che i calabresi sono costretti ad ascoltare; tuttavia questa classe dirigente omette di precisare che i sacrifici spettano unicamente ai cittadini, molti dei quali in difficoltà”. Certo è, per verità, che la responsabilità non può certo essere addebitata ad una sola area politica; non sarebbe corretto sostenerlo da parte di chi ha sufficientemente onestà intellettuale a tal punto da fare anche un pò di autocritica. “Ciò che mi rattrista, lo dico convintamente, è che questa proposta di legge è frutto di una scelta condivisa anche da chi (per fortuna non tutti), esercitando il proprio ruolo di opposizione, piuttosto che promuovere battaglie in difesa dei diritti primari dei cittadini in realtà dimostra di pensare solo a se stesso e alla propria condizione economica. Un qualcosa di inaccettabile per chi crede profondamente nel nobile ruolo di opposizione e porta avanti delle battaglie spesso nel silenzio e molto più spesso senza avere nessun supporto dal proprio partito”. Scelte politiche che meritano di essere duramente condannate perché non rispondono all’interesse generale, non incentivano il progresso della regione Calabria ma solo dei portafogli di pochi. “Non serve – conclude – uno scienziato per sapere che queste somme ammontabili a circa 562 mila euro in più a carico dei contribuenti ogni anno potevano essere utilizzate dalla assemblea regionale per contrastare la disoccupazione giovanile che proprio in questa fase storica tocca livelli pazzeschi senza considerare lo stato di bisogno in cui seriamente versano molte famiglie calabresi. Sono certa, ad ogni modo, che esiste una via d’uscita: solo se i partiti hanno il coraggio di spazzare quanto di sporco ed inutile esista appoggiando coraggiosamente nuove figure, non solo e non tanto in termini di età ma in termini di perbenismo, chiarezza e rinnovamento, allora questa terra potrà renderci orgogliosi di ciò che siamo”.


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