Minoranza spaccata al Comune di Catanzaro, Fiorita: "Impedita voce opposizione da Pd e Riccio"

Sabato 16 Giugno 2018 08:34 di Redazione WebOggi.it

Ecco cosa avrebbe dichiarato il consigliere comunale Nicola Fiorita se avesse avuto possibilità di parola nel corso del consiglio comunale di ieri, svolto a Catanzaro alla presenza del Governatore Mario Oliverio, in occasiione della firma sull'accordo sul sistema metropolitano. Fiorita, indicato da 5 consiglieri ad avere parola, è stato "sostituito", come lui stesso racconta sulla sua pagina Facebook, dal consigliere Roberto Guerriero, indicato dalla minoranza Pd e dal futuro leghista Eugenio Riccio, quest'ultimo, secondo il candidato sindaco di Cambiavento sconfitto al ballottaggio da Abramo, pronto a passare con la maggioranza. Di seguito il post integrale pubblicato da Nicola Fiorita.

"Oggi si è tenuto il consiglio comunale aperto alla presenza del Presidente della Regione. Al momento di individuare il consigliere che avrebbe dovuto parlare a nome dell'opposizione i 4 consiglieri del Partito Democratico (Ciconte, Costa, Guerriero e Notarangelo) insieme al consigliere Riccio, da tempo nell'orbita della maggioranza e prossimo a confluire nella Lega, hanno indicato il nome di Roberto Guerriero contrastando la diversa indicazione proveniente dai 5 consiglieri comunali di Cambiavento e Fare per Catanzaro. In sostanza, un inedito e incredibile asse Pd-Lega (e un pò di sfortuna nel sorteggo che ha sciolto la parità) ha impedito che la nostra voce fosse ascoltata in consiglio. Quello che segue è il testo dell'intervento che avrei letto se avessi potuto parlare Siamo tutti consapevoli della rilevanza che riveste questo consiglio comunale, per la partecipazione del Presidente della Regione e del Presidente della Provincia, per la presenza di alcuni parlamentari, e per l’oggetto della delibera che ci accingiamo ad approvare. Ma prima di entrare nel vivo del mio intervento sento l’esigenza di soffermarmi su due questioni preliminari. In primo luogo, un evento così significativo e il dibattito su scelte decisive per il futuro della nostra città si consumano in questa aula senza che vengano compiuti tutti gli sforzi necessari – e non certo insuperabili – per consentire all’intera cittadinanza di prenderne contezza. Oggi più che in altre occasioni si avverte tutta quanta l’irragionevolezza della scelta di non apprestare la diretta delle sedute consiliari, ovvero di negare per ragioni oscure ai catanzaresi il diritto di essere informati su ciò che più direttamente li riguarda. Presidente Polimeni, siamo in attesa da mesi che Lei dia corso all’impegno assunto con il prefetto Latella di rendere attivabili tali dirette. E’ trascorso poco più di un anno dalle elezioni comunali. La campagna elettorale fu segnata da parte dell’attuale maggioranza consiliare e del sindaco Abramo di accuse di ogni tipo nei confronti del Presidente Oliverio. Accuse costantemente reiterate nei mesi successivi. Non è mia intenzione riaprire quelle polemiche né esibirmi in questa o quella citazione, se allora richiamo il passato è per segnalare la speranza che questo consiglio comunale non celebri soltanto un nuovo rapporto tra Comune e Regione ma rappresenti più in profondità un cambio nel metodo di Governo da parte del Sindaco Abramo. Perché questa maggioranza ha usato lo stesso trattamento nei confronti del Presidente della Provincia, dell’ex vice presidente della Regione, dell’attuale Rettore, dei sindaci precedenti, dell’opposizione. E allora, per l’appunto, voglio augurarmi che si sia fatta strada la consapevolezza che è solo con il rispetto delle istituzioni, con il dialogo, con la forza delle idee che si acquisisce autorevolezza e si rende forte questa città e non con l’aggressione, con lo scaricabarile, con la campagna elettorale permanente. Un altro metodo di governare questa città. Un altro modo di fare politica. Oggi, finalmente, il consiglio comunale viene chiamato a dibattere sui grandi temi, sulla visione della città che verrà, sulle scelte strategiche e non sui debiti fuori bilancio. Che questo, colleghi consiglieri, sia l’abbrivio di una stagione felice che recuperi la centralità del consiglio comunale, organo in cui – piaccia o meno – siedono quei rappresentanti eletti dal popolo catanzarese che non possono essere chiamati esclusivamente a ratificare le decisioni assunte altrove ma che devono al contrario confrontarsi in tempo utile sull’integrazione ospedaliera, sull’ubicazione del nuovo ospedale, sugli obiettivi di agenda urbana, sulle strategie di recupero del centro storico, sui rapporti con l’università, sulla aggressione mafiosa al tessuto economico-produttivo di Catanzaro. Di tutto questo non abbiamo mai discusso, ma senza discutere di tutto questo è impossibile discutere efficacemente del contenuto di questa come di qualunque altra delibera. Ben venga, sia chiaro, l’accordo di programma. Salutiamo con soddisfazione la messa a disposizione da parte della Regione di ingenti risorse economiche e guardiamo positivamente ai singoli interventi previsti dall’accordo. Ma riteniamo che tali interventi scontino, nel complesso, la debolezza di non essere legati ad una visione d’insieme della città. Perché altre ingenti risorse economiche stanno per essere messe a disposizione, o potrebbero essere messe a disposizione, di Catanzaro. Ci sono interventi per centinaia di milioni di euro legati al depuratore, al porto, alla rete idrica, ad agenda urbana, al nuovo ospedale e via dicendo. Ci sono le risorse per ribaltare il destino di questa città, ma ciò richiederebbe una programmazione complessiva che oggi non si intravede. La progettata revisione del sistema di mobilità urbana doveva essere preceduta da un piano di mobilità urbana che non c’è, doveva essere legata alla futura ubicazione dell’ospedale su cui ancora il Sindaco niente ci ha detto in forma ufficiale, doveva essere coordinata agli interventi in definizione su agenda urbana che invece sembra vivere di vita propria. Nelle prime pagine dell’Accordo di programma, al momento di indicare gli obiettivi strategici, si indica testualmente “il recupero del centro storico identitario oggi desertificato (da chi sindaco?) a seguito delle delocalizzazione di funzioni e immobili istituzionali e commerciali, supportando i processi di riallocazione di funzioni urbane strategiche e di residenzialità di cittadini e studenti universitari nel centro storico”. Quali funzioni sindaco? Quali progetti di residenzialità? Forse quello che immagina di deportare gli studenti universitari in una zona isolata, lontana dal centro come dalla Marina come dall’università e non servita efficacemente dal nuovo sistema di trasporti? E resta poco chiara la modalità di gestione del futuro sistema metropolitano, laddove se pure si condivida la costituzione di un gestore pubblico nulla viene detto su modalità di costituzione, costi e criteri di selezione delle competenze. Non vorremo che un sistema così ambizioso e complesso finisse nelle mani del primo interdetto dalle funzioni pubbliche. E’ passato un anno, dicevo, dalle elezioni comunali. Nel primo consiglio comunale mi rivolgevo al sindaco in questi termini “non capita a tutti, sindaco Abramo, quello che la sorte le ha concesso, ovvero guidare per quattro volte la propria città. Lei è già nella storia politica di questa città, ci resterà a lungo, e a lungo si parlerà di una Catanzaro prima e dopo di lei, di una vera e propria “Era Abramo”. Quello che però non è scontato è come si qualificherà questo tempo, quale giudizio si sedimenterà nelle generazioni future, quale aggettivo accompagnerà questo riconoscimento”.  Oggi ha a disposizione – grazie principalmente alla Regione Calabria – le risorse necessarie per cambiare il volto di Catanzaro, eppure Lei somiglia sempre di più ad un grigio contabile interamente dedito a sommare cifre e far quadrare i conti. E noi non ci possiamo permettere di sprecare anche questa occasione, perché la Catanzaro del 2018, ormai spezzata in tre tronconi (Lido, Germaneto e il centro) non può salvarsi senza una crescita costante e senza una programmazione di alto livello. L’opera di ricucitura tra questi tre pezzi di città che tutti le chiediamo, si deve riconoscerlo, è praticamente impossibile rebus sic stantibus. Non è spostando una facoltà di qua o di là come non è ristrutturando questa o quella fermata delle calabro che si potranno sanare le fratture prodotte in questi anni. E’ per questo che io credo che il consiglio comunale, nella sua interezza, dovrebbe rilanciare il progetto di una legge speciale per il capoluogo, che ne riaffermi il ruolo insostituibile, che regoli i rapporti con la nuova città metropolitana (siamo l’unica regione ad avere un capoluogo ed una città metropolitana che non coincidono) che restituisca concretamente a Catanzaro la funzione direzionale erosa da mille e mille distorsioni. In una nota di qualche giorno fa i capigruppo di maggioranza scrivevano “Potremmo rivendicare al centrodestra la paternità dell’opera (la metropolitana è stata appaltata durante la passata legislatura) ma non servirebbe a nulla. A noi interessa solo che i catanzaresi … potranno salire su treni della metropolitana … utilizzando anche una serie di moderni parcheggi”. Ecco, potremmo facilmente osservare che i fondi per la metropolitana furono trovati dal presidente Loiero e che con la giunta di centrodestra sono stati tenuti in bagnomaria e che è dovuto arrivare questo Presidente perché quel progetto diventasse cosa concreta, ma il punto è che a noi non interessa solo che si facciano dei moderni parcheggi. A noi interessa che si faccia un moderno capoluogo. Che quei parcheggi siano pieni, che la car sharing serva a qualcosa, che ogni pezzo di città abbia una sua funzione. A noi non interessa solo la Catanzaro del 2020, a noi interessa la Catanzaro del 2040. A noi interessa ragionare da adesso sulle prospettive che il potenziamento della linea jonica, predisposto dalla Regione, apre per Catanzaro, a noi interessa pensare ad un asse Catanzaro-Crotone che si affianchi a quello verso Lamezia e che raddoppi la centralità del capoluogo, a noi interessa ragionare su come divenire un punto strategico tra Gioia Tauro e la dorsale adriatica, a come intercettare la stagione felice del turismo meridionale, a come mettere queste e le prossime risorse pubbliche in arrivo al servizio del futuro. Vede Presidente Oliverio, in questo consiglio vanno per la maggiore le citazioni canore. Sono più cool e meno accademiche. Stamattina alla radio girava una canzone che racchiude tutto questo in due frasi che consegno ai miei colleghi consiglieri, con cui insieme voteremo favorevolmente ma con cui vorrei da oggi cominciare a progettarlo questo capoluogo del futuro  C’è gente che è così immobile che frange i flutti del destino e non proverà mai una novità nemmeno se gli passerà vicino.  Quando comincerai a vedere il mondo in un modo diverso, il mondo comincerà a cambiare".  


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