Lacroce (FareperCatanzaro): servizi socio assistenziali tema fondamentale per la città

Mercoledì 25 Luglio 2018 20:38 di Redazione WebOggi.it

La questione relativa al riordino, al potenziamento e alla messa in rete di interventi e di servizi socio assistenziali, continua ad essere un tema fondamentale per la nostra città. C’è sicuramente da segnalare un forte ritardo dell’azione regionale soprattutto se si considera che gli atti di adeguamento del sistema integrato degli interventi in materia di servizi e politiche sociali, alla Legge 328/2000, sono stati annullati lo scorso mese di aprile, da una decisione del TAR della Calabria che ha accolto il ricorso, presentato da un gruppo di strutture assistenziali, che chiedeva l’annullamento delle delibere di Giunta regionale n. 449 del 2016 e n. 526 del 2017 e del Regolamento regionale n.23 del 2017. Il TAR ha stabilito che tali atti sono stati adottati senza il necessario raccordo con gli enti locali, che deve avvenire attraverso la Conferenza regionale permanente di programmazione socio sanitaria e socio assistenziale e con gli enti locali. Anche il Comune di Catanzaro si è costituito chiedendo l’accoglimento del ricorso. Questa la cronaca di uno scenario normativo e attuativo profondamente e ingiustamente incerto. Ma ciò non fa venir meno uno dei compiti fondamentali dell’amministrazione comunale in materia socio assistenziale, ovvero la redazione del Piano di Zona che rappresenta lo strumento strategico per il governo delle politiche sociali territoriali e per l’attuazione della rete dei servizi sociali e dell’integrazione sociosanitaria. A tal proposito sarebbe utile sapere se l’amministrazione comunale, preso atto che a novembre 2017 ha approvato il Regolamento dell’Ufficio di Piano, ha intenzione di procedere alla redazione di un vero Piano di zona inteso come processo di sviluppo della comunità, di cui deve seguire le dinamiche e le evoluzioni. Non basta, infatti, dotarsi di uno strumento formale che non ha attinenza con le reali necessità socio assistenziali della popolazione di riferimento . E’ necessario, al contrario, un Piano di Zona frutto di una vera analisi dei bisogni espressi dal territorio, che fornisca specifici indicatori socio-economici, restituisca le risposte fornite dagli enti pubblici, dal Terzo Settore e dal privato convenzionato, indichi le risorse disponibili e le modalità di impiego e, infine, stabilisca degli indicatori di risultato. Tutto questo servirebbe a definire un’assunzione di responsabilità dell’amministrazione comunale che avrebbe, al contempo, uno strumento valido per la verifica e la valutazione dei programmi e dei servizi e per garantireinterventi orientati all’efficacia, efficienza ed economicità. Vorremmo capire, pertanto, a beneficio di tutti i cittadini, se l’amministrazione comunale ha avviato, e in che modo, una fase di programmazione dei servizi socio assistenziali, da cui possa scaturire un Piano di zona partecipato, concertato, integrato ed efficace. E’ indubbio, inoltre, che in un sistema dalle risorse limitate, sia richiesto all’amministrazione comunale uno sforzo di progettualità innovativa e sperimentale, al fine di intercettare finanziamenti a valere su bandi specifici o avere uno sguardo sui vari strumenti di autofinanziamento quali il fund raising e il corwfunding civico che rappresentano le nuove frontiere anche per gli enti locali. E’ fondamentale, dunque, ripensare anche le logiche di individuazione delle risorse economiche per non nascondersi sempre dietro la motivazione della mancanza di fondi. Non è più possibile continuare ad agire in assenza di una corretta programmazione e realizzazione delle politiche sociali, in quanto le stesse rappresentano presupposto, non solo per la rimozione di condizioni di disagio ma, anche, per un aumento del benessere collettivo e, non da ultimo, per lo sviluppo di una solidarietà sociale e la conseguente valorizzazione delle iniziative delle persone, delle famiglie, delle forme di auto-aiuto e di reciprocità. E proprio per l’importanza di questi temi ci aspetteremmo un dialogo aperto con l’amministrazione comunale anche in una logica di superamento delle fisiologiche contrapposizioni politiche.

Assunta Lacroce

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