"La sanità è la cenerentola di questa campagna elettorale"

Martedì 06 Febbraio 2018 10:45 di Redazione WebOggi.it

Sì la sanità è la cenerentola di questa campagna elettorale delle politiche del 2018 perché nessun partito e nessun candidato fino ad oggi ne ha parlato. Eppure dovrebbe essere al centro del dibattito politico perché l’OMS (ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’) ha lanciato l’allarme indicando che i paesi dove in sanità si investe meno del  6.5% del proprio PIL si mette a rischio la salute dei propri cittadini. E l’Italia spende per la sanità proprio il 6.5% del PIL con la previsione di una ulteriore diminuzione negli anni a venire. E’ questo il motivo per cui la sanità dovrebbe essere al centro dei programmi  dei partiti e dei candidati che vorrebbero governare l’Italia. Invece tutto tace. E se mettere la sanità al centro delle proposte politiche  vale per l’Italia a maggior ragione deve valere per i partiti e i candidati calabresi in quanto se la sanità italiana è sotto finanziata quella calabrese lo è molto di più. La sanità calabrese è sotto finanziata per tre motivi: 1) il metodo di riparto dei fondi sanitari alle regioni della Conferenza Stato-Regioni  basato sul calcolo della popolazione pesata penalizza fortemente la Calabria, ( ad esempio alla Valle D’Aosta spende in sanità quasi mille euro pro capite in più della Calabria), 2) in Calabria a fronte di questo sotto finanziamento ci sono molti più malati cronici, ad alta spesa sanitaria, che non nel resto d’Italia e specialmente nelle regioni del nord, 3) la Calabria è da otto anni sottoposta da parte del governo al piano di rientro sanitario e al commissariamento che impone ulteriori tagli alla spesa sanitaria già sotto finanziata da quasi venti anni. La conseguenza è che, anche dopo otto anni di piani di rientro e commissariamento, i LEA (LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA) in Calabria sono arrivati ai minimi storici, l’aspettativa di vita invece di aumentare è diminuita e si muore prima che non nel nord Italia. E visto che queste verità sono a conoscenza di tutte le istituzioni (tanto che ometto di farne l’elenco perché sarebbe troppo lungo) deputate a gestire e/o monitorare la sanità non si capisce perché di sanità non si parla in questa campagna elettorale. A dire il vero qualcuno ne ha parlato in passato, infatti il Movimento 5 Stelle ha presentato una proposta di legge di iniziativa popolare per il riordino del sistema sanitario calabrese e una valida proposta di legge depositata nel Marzo 2017 alla Camera dei deputati sui piani di rientro sanitari delle regioni che, se discussa e approvata, avrebbe potuto risolvere i problemi della sanità calabrese. Pertanto  noi calabresi invece di protestare con gli operatori dei Pronto Soccorso , che non vanno al lavoro ma vanno in guerra ad ogni turno di lavoro, invece di protestare con gli impiegati  per le prenotazioni con lunghissime liste di attesa, invece di protestare con i medici di famiglia che ormai devono stare più attenti alla burocrazia che non alle nostre malattie, dovremmo pretendere dai partiti e dai candidati impegni precisi sul futuro della salute dei calabresi. Che i partiti e i candidati si impegnino a: A) chiudere con il piano di rientro e il commissariamento della regione Calabria, B) modificare il criterio della unanimità della Conferenza Stato-Regioni per la modifica dei criteri per il riparto dei fondi sanitari alle regioni, C) finanziare la sanità in base alla numerosità delle malattie e non in base al criterio demografico. Per fare tutte queste cose i medici di famiglia dell’associazione MEDIASS invitano i partiti e i candidati ad incontri nei loro studi con i malati per rimettere al centro della campagna elettorale la salute dei calabresi ormai da troppo tempo calpestata.

     ASSOCIAZIONE MEDICI DI FAMIGLIA MEDIASS A CATANZARO dott. Nanci Giacinto


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