La compagna di Oliverio ruolo chiave nel dirottamento contributi

Martedì 14 Maggio 2019 11:32 di Redazione WebOggi.it

Dettagli spinosi quelli che emergono dalle indagini del sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Veronica Calcagno, che ha portato sotto inchiesta nove persone per turbata libertà degli incanti e turbata scelta del contraente.

Un accordo per dirottare altrove i contributi del Fondo Unico Cultura, senza alcun preavviso pubblico, infrangendo la legge  regionale numero 19/ 2009, o smentendo pareri dati in precedenza. 

Le indagini fanno luce sui ruoli degli indagati nei presunti patti collusivi che vedono coinvolti Sonia Tallarico, dirigente generale del dipartimento regionale “Turismo e Beni Culturali Istruzione Cultura”, Adriana Toman (compagna del Governatore Mario Oliverio) , Antonio Sicoli critico d’arte, direttore del Maon- Museo d’arte dell’Otto e Novecento di Rende che, con mezzi fraudolenti avrebbero turbato il procedimento per l’affidamento dei contributi sul Fondo Unico Cultura.

Ruolo apicale sarebbe quello della Toman, che sfruttando la sua posizione in Regione avrebbe bypassato l’obbligo di affidamento dei fondi con avviso pubblico previsto dalla legge istitutiva del Fondo unico Cultura, affidandoli direttamente, per la somma di 20mila euro al Centro per l’Arte e la Cultura “Achille Capizzano”, di cui Siculi è direttore artistico. 

Controverso però sembrerebbe anche il ruolo dell’avvocatura regionale.  Agendo in concorso tra di loro Sonia Tallarico, Giancarlo Festa, coordinatore dell’avvocatura regionale, Dario Borruto avvocato dell’avvocatura regionale, Pasquale Giorgio Piraino, Angela Rotella, Gaetano Giacinto, rispettivamente presidente e componenti della commissione di valutazione nominata per l’avviso di selezione, su istigazione di Adriana Toman e con il concorso morale  di Marco Silani, direttore artistico per la compagnia teatrale di Porta Cenere, avrebbero concluso un accordo collusivo, turbando la selezione indetta con decreto del dirigente generale del dipartimento  “Turismo e Beni Culturali, Istruzione e Cultura” per la realizzazione di iniziative culturali da finanziare per l’annualità 2016, in particolare quella relativa ai circuiti teatrali, suddivisi per area nord, area centro e area meridionale.

Nonostante  l’associazione culturale “Officina teatrale” fosse risultata assegnataria per l’area centro del contributo di 220mila euro, questi fondi sarebbe stati dirottati a favore dell’associazione  culturale “Porta Cenere”, grazie all’intervento degli avvocati   Giancarlo Festa e  Dario Borruto.  In sostanza,  l’avvocatura regionale, smentendo il parere in precedenza reso,  ne avrebbe fornito uno nuovo con l’effetto di assegnare il contributo a “Porta Cenere”.

Nota dolente non di poco conto, che ricade su un settore cruciale nell'economia regionale come quello del Turismo e della Cultura. Settori da cui la Calabria potrebbe ripartire a piena marcia verso una spedita risalita.


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