
Interrogazione parlamentare sull' abbazia di Corazzo
Lunedì 19 Novembre 2018 08:38 di Redazione WebOggi.it
I ruderi maestosi di quella che fu una delle più importanti abbazie cistercensi del sud Italia, l' Abbazia di Santa Maria di Corazzo, che sorgono in prossimità del fiume Corace, nel territorio del Comune di Carlopoli, giungono sui banchi del governo. Ciò grazie ad un'interrogazione, fatta dal parlamentare catanzarese on. Paolo Parentela del M5s, al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, on. Alberto Bonisoli, in seguito ad un dossier elaborato dal movimento politico “ Uniti per Carlopoli e Castagna” in cui si evidenzia la preoccupazione per lo stato di abbandono e degrado in cui versano i resti dell'antica abbazia che ha rappresentato una presenza fondamentale nello sviluppo del territorio del Reventino ed è un monumento di tutta importanza “religiosa e culturale”, in cui peraltro dimorarono Giacchino da Fiore e Bernardino Telesio. Il parlamentare si appella al ministro 《per conoscere quali iniziative di sua competenza intenda promuovere per un apprezzabile recupero dell'Abbazia di Santa Maria di Corazzo》. IL DOSSIER Nella stesura del dossier, curato dai consiglieri comunali Emanuela Talarico, Salvatore Aiello, Carlo Sacco insieme all’attivista del M5s Serafino Guerino, tutti membri del movimento politico “ Uniti per Carlopoli e Castagna”, parte rilevante l' ha avuta il dott. Antonio De Fazio, esperto in conservazione dei beni archeologici. Oltre a dei preziosi cenni storici vi sono riportati i vari interventi di ristrutturazione succedutisi nel corso degli anni a partire dal 1986 in cui si è avuto un consolidamento statico delle murature residue associato ad una campagna di scavi archeologici eseguiti dalla British School e successive indagini, scavi e studi da parte della Sovrintendenza. Dopo aver delimitato l'area circostante venne realizzato un impianto di illuminazione esterna. Nel 1991 nell'ambito di un progetto di massima denominato “Infrastrutture per la fruibilità dell' Abbazia di Santa Maria di Corazzo” sono state realizzate opere volte al recupero dei percorsi di collegamento pedonale dal centro abitato di Castagna, una piccola struttura denominata “osservatorio” dalla quale si può godere una vista della valle del Corace ed un parcheggio per autoveicoli con raccordo pedonale all'area dell' Abbazia. Con successivi interventi, eseguiti dalla Comunità montana del Reventino, sono stati realizzati, seppur parzialmente, spazi per la sosta, svago e sport, e la pavimentazione, in getto di calcestruzzo, del percorso pedonale. Gli ultimi interventi risalgono al 2005 ed hanno riguardato una “micropalificazione” a rinforzo delle mura. Dal 2005, si lamenta nel dossier, 《non risulta più alcun intervento strutturale né, tantomeno, un progetto di valorizzazione》. Segue una dettagliata descrizione, corredata da eloquenti foto, dei numerosi stati di criticità. Oggi questi possenti e maestosi ruderi si presentano in un precario stato di conservazione. Sono evidenti le numerose lesioni strutturali che interessano alcuni dei muri portanti ed un problema non meno grave come la crescita di un gran numero di arbusti e piante lungo i muri con l'apparato radicale che inesorabilmente penetra tra le pietre e la malta dei muri causandone l'indebolimento che aumenta anche per le infiltrazioni d'acqua che tendono ad appesantire le mura accentuando il rischio di crolli. 《Ci auguriamo che sia giunto il momento》si legge nella relazione, 《 per questo sito archeologico, di ricevere quell’interesse storico-culturale-scientifico che merita, tramite un accurato progetto di recupero che preveda uno scavo archeologico sull’intero complesso, consolidando, al contempo, le mura per evitare eventuali crolli. Una volta reso fruibile, il sito può essere valorizzato》. La relazione così si conclude:《E' urgente e necessario che questo patrimonio architettonico, da noi ereditato, venga preservato per le generazioni future, attraverso una seria campagna di scavi e di conservazione per rendere fruibile e valorizzare questa “Mirabilia”, che il tempo e la volontà di un pugno di monaci cistercensi ha lasciato in un lembo allora desolato della nostra amata regione. Conservare e valorizzare un sito archeologico come questo di Santa Maria di Corazzo prevede indubbiamente la spesa di ingenti risorse economiche, ma ci si aspetta che l’investimento negli anni porti nell’intero comprensorio uno sviluppo economico, ma soprattutto sociale. Mostre, convegni, dibattiti, concerti, fiere, passeggiate e tanti altri eventi potranno nascere nel suo contesto, una volta che la struttura architettonica riceva quegli interventi necessari a rendere il sito sicuro e accessibile a tutti: bambini, giovani, anziani, disabili e normodotati, credenti, atei, turisti italiani, stranieri, …per fare conoscere al resto del mondo questo angolo di Calabria affascinante, misterioso e oscuro nello stesso tempo, come del resto fu la vita e la storia dell’abbazia cistercense di Santa Maria di Corazzo, durante i suoi sette secoli di vita》.
Carlo Astorino
