
Integrazione aziende ospedaliere, Cgil: "Processo va a rilento"
Giovedì 10 Agosto 2017 08:49 di Redazione WebOggi.it
Dichiarazionestampa di Bruno Talarico (segretario generale FP CGIL Catanzaro/Lamezia
Apprendiamo dalla stampa degli sforzi che la Direzione Generale del Policlinico Mater Domini sta facendo per l’apertura del pronto soccorso nella struttura di Germaneto. Ovviamente tale obiettivo strategico non può che trovarci pienamente d’accordo ed è per questo che sollecitiamo ed incalziamo chi di dovere affinché l’apertura del Pronto Soccorso diventi realtà anche per consentire di lenire le difficoltà di quello del Pugliese – Ciaccio. Ovviamente non rimaniamo nemmeno indifferenti alla ritrovata volontà di integrazione delle due strutture ospedaliere della città capoluogo di regione ma vorremmo capire di più sul perché il processo va a rilento. Vorremmo, come organizzazione sindacale, fornire il nostro umile contributo anche per capire se si sta creando un qualcosa che sarà oberato di debiti, ancor prima di nascere, perché ricordiamo per primi a noi stessi che dal 2018 partono i piani di rientro obbligatori per legge delle due strutture, oppure se l’intenzione di creare un polo sanitario universitario strategico regionale è nelle reali intenzioni non solo della politica catanzarese, ma anche nelle reali intenzioni di chi amministra oltre la galleria del Sansinato. Sarà nostro compito vigilare anche sull’attuazione dell’ordinanza del Sindaco di Catanzaro che, in alcuni punti, inserisce elementi di novità che necessariamente vanno perseguiti e raggiunti e rimane in capo al Direttore Generale del Pugliese Ciaccio il preciso dovere di realizzare quanto chiesto. Vorremmo aprire un serio confronto anche sull’Ospedale di Soverato, del quale si parla molto poco, e che insieme a quello di Lamezia Terme, la scorsa estate è stato al centro di una iniziativa unitaria sindacale che ha prodotto, per come abbiamo più volte detto, il decreto 50, ma che ancora oggi rimane una chimera. Sull’ospedale di Soverato abbiamo inviato, da oltre un mese, una nota circostanziata ai vertici dell’ASP, e siamo ancora in attesa di capire quando decideranno di rispondere alle nostre domande, perché a loro abbiamo chiesto a che punto sta la messa a norma del presidio, dell’informatizzazione della struttura e dell’aggiornamento dei macchinari sanitari, sapendo che, per esempio, la tac in uso ha raggiunto la maggiore età ed è la più vecchia di tutta la regione.
