Il sindaco di Gimigliano replica a Manno

Sabato 29 Aprile 2017 18:25 di Redazione WebOggi.it

Mi sorprende l’entrata a gamba tesa del presidente del Consorzio di bonifica, Grazioso Manno, che stimo e apprezzo per le sue condivise  battaglie a difesa dei Consorzi, dei lavoratori e in particolare per quella che riguarda la diga sul fiume Melito che interessa il mio comune, e che  ha voluto mischiare queste problematiche facendo un chiaro riferimento al decreto di 500 mila euro che il presidente Mario Oliverio ha concesso alla Provincia, su interessamento del presidente Enzo Bruno per risolvere il blocco della provinciale 40 causato dal cedimento della galleria paramassi che di fatto ha isolato la zona sud del mio paese. Forse il presidente Manno non ha chiare le dimensioni del  dissesto di Gimigliano e non ha avuto modo di constatare di persona il dramma che sta vivendo la mia popolazione e gli amministratori che hanno il dovere di tutelarle. Condivido e sostengo Manno che ha tutte le ragioni per alzare la voce per non far svanire la possibilità della realizzazione di un’opera fondamentale e strategica  per la zona centrale della Calabria, ma non posso essere d’accordo con lui quando mette sopra lo stesso piano la drammaticità di un paese che rischia di essere evacuato a causa di un movimento franoso e per il disgregamento delle reti di comunicazioni viarie e ferroviarie. Da parte mia è doveroso ribadire tutta la mia gratitudine al presidente Oliverio e  al presidente Bruno, il quale, constatata la gravità, non hanno lesinato energie e impegno per reperire i primi fondi necessari per fare uscire Gimigliano dall’isolamento e per porre la questione Gimigliano tra le priorità della Regione e del governo nazionale. Qui c’è di mezzo la sicurezza della popolazione non si tratta di chiedere la realizzazione di un’opera sebbene sia importante, fondamentale e strategica. Di fronte alle due questioni penso che anche Manno dia priorità alla salvaguardia di un paese. Che servirebbe la diga se il territorio che la deve ospitare è in frana e il suo nucleo abitativo va trasferito in altro luogo. Al momento a Gimigliano  è difficile fare  arrivare anche le forniture di carburante e delle derrate alimentari se non in quantità insufficienti in quanto trasportate da mezzi piccoli e inadeguati, per non parlare di eventuali mezzi di soccorso che dovrebbero intervenire per casi di necessità.

Voglio ribadire il mio ringraziamento e quella dell’intera mia amministrazione al presidente Bruno e al presidente Oliverio e tutti coloro che hanno contribuito al reperimento di questa prima somma per un intervento immediato in somma urgenza, consci che le Istituzioni superiori debbano pianificare in modo graduale interventi strutturali sul territorio per fare fronte alle numerose frane che si sono attivate ultimamente grazie al cambiamento delle condizioni climatiche che hanno aggravato il dissesto idrogeologico del mio Comune.

Un particolare ringraziamento va a S.E. il Prefetto di Catanzaro Luisa Latella che ha tenuto alta l’attenzione sulla problematica di Gimigliano ed a tutti gli organi di informazione che hanno posto le dovute attenzioni sulla situazione di disagio che ancora vivono i cittadini di questo Comune.

 

Massimo Chiarella

Di seguito un intervento del Consigliere regionale del Gruppo Misto Wanda Ferro: Avevamo visto giusto quando oltre un mese fa abbiamo raccolto e rilanciato il  grido d’allarme dei professionisti calabresi sulle criticità del nuovo sistema delle autorizzazioni sismiche adottato dalla Regione, e ci eravamo chiesti che senso avesse adottare un sistema di controllo inefficace senza la previsione di norme transitorie e senza una fase di sperimentazione. A distanza di quattro mesi dall’introduzione del nuovo sistema, gli ordini professionali lanciano un nuovo grido d’allarme sulle inefficienze della nuova piattaforma telematica adottata dalla Regione per le autorizzazioni sismiche e annunciano la indizione di un’assemblea regionale delle professioni tecniche della Calabria perché siano assunte decisioni capaci di superare lo stato di impasse. La nuova piattaforma SISMI.CA. per la trasmissione e la verifiche dei progetti strutturali presso il Servizio Tecnico Regionale, ha di fatto causato il blocco dell'attività edilizia regionale.  Difatti si assiste ad un crollo verticale delle pratiche autorizzate, dal primo dell'anno, rispetto alla media degli anni precedenti autorizzate con la precedente piattaforma. Si assiste inoltre al collasso dei Servizi Tecnici Regionali, per via della nutrita e continua presenza di professionisti in difficoltà, aggravato dalla oramai cronica carenza di personale. Ancora una volta la Regione ha sottovalutato un problema che ha risvolti sociali e professionali e che rischia di vanificare il ruolo delle libere professioni della Calabria, senza contare i danni arrecati all’intera economia regionale. Peraltro, l’introduzione del nuovo senza che siano stati resi noti i collaudi, né i necessari e preventivi test di corretto funzionamento, non supera l'esame del buon senso né quello del confronto con tutte le altre regioni d’Italia, che mai hanno costretto gli operatori del settore a subire questa sorta di dispotismo. Sono purtroppo note ai professionisti, ma anche ai funzionari regionali, le molteplici disfunzionalità della piattaforma, tra le quali vengono segnalate problematiche di tipo informatico, relative all'incongruenza con le norme regionali e nazionali, alla carenza del servizio assistenza, alla spropositata mole di dati ed informazioni richieste. Inoltre viene evidenziato come la piattaforma si arroga la prerogativa di giudicare in maniera unilaterale i risultati di calcolo e le soluzioni progettuali eseguite dai professionisti, attraverso procedure del tutto semplicistiche. Inoltre la nuova procedura viene giudicata così ingessata da non prevedere la possibilità, da parte del professionista, di rettificare i dati inseriti, con la conseguenza del venir meno il confronto con il funzionario durante l'istruttoria del progetto, e la sola possibilità per quest'ultimo di autorizzare o respingere la pratica: circostanze che non potranno che favorire il proliferare di contenziosi tra le varie figure coinvolte, così come altri contenziosi saranno inevitabili per il fatto che gli elaborati progettuali sono firmati unicamente dal progettista strutturale che vi appone la firma digitale: nessuno vieta quindi al resto dei soggetti coinvolti, che firmano soltanto il modello di trasmissione pratica, di disconoscere, magari per convenienza, i contenuti dei progetti. Tra l’altro gli elaborati progettuali non vengono restituiti con l'apposizione della firma digitale da parte del Servizio Tecnico Regionale. Insomma l'elenco delle anomalie del sistema sollevate dagli ordini professionali è preoccupante, specie se si considera il silenzio o, peggio, l’indifferenza della  Regione che continua, senza alcuna plausibile motivazione,  a difendere strenuamente un sistema che nessuno sa esattamente quanto sia stato pagato, né se sia adottato anche in altre regioni d’Italia. La Regione, come di consueto, declina ogni confronto a dimostrazione che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire: l’antica saggezza popolare racchiude i più profondi significati. 


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