
Il Consigliere Demetrio Battaglia sull’intervento di Antonio Argirò
Giovedì 27 Settembre 2018 15:57 di Redazione WebOggi.it
Ho avuto modo di leggere con molta attenzione l’intervento pubblicato ieri del caro, storico amico ed ex vice Sindaco di Catanzaro Tonino Argirò e non posso che apprezzarne i contenuti, avendo, con una perfetta, accurata ed obiettiva analisi, colto in pieno quella che è l’essenza dell’attuale drammatica situazione, che è ormai da diverso tempo sotto gli occhi di tutti e di cui un po’ tutti, chi più chi meno, siamo responsabili. Del nostro odierno operato dovremo un giorno dare conto alle future generazioni se non penseremo seriamente, una volta per tutte, di invertire il senso di una marcia che ormai ha intrapreso una strada che rischia di diventare senza ritorno. E’ vero, Tonino Argirò appartiene ad uno schieramento politico diametralmente opposto al mio e spesso negli anni ci siamo confrontati su diversi temi, ma in questa occasione non si può non concordare con lui relativamente ai problemi che sta vivendo la città in questi ultimi tempi ed anche sul fatto che non si può attribuire la responsabilità alla sola classe politica. Al rientro dalla mia esperienza di diversi mesi all’estero, ho trovato una situazione palesemente peggiorata su ogni fronte: quello politico che ormai quotidianamente vive di attacchi, spesso anche di natura personale, su ogni più disparato argomento; Consiglieri di maggioranza che ormai sistematicamente utilizzano i media per “cantarsele” reciprocamente di santa ragione; un’opposizione, completamente scollata e che, senza nessuna coordinazione, si rende protagonista di attacchi populisti e sterili, senza mai avanzare proposte reali, costruttive e fattibili. Una classe politica allo sbando che non è più in grado di dare risposte neanche alle più elementari e legittime istanze dei cittadini ormai giustamente sfiduciati. Una classe politica rappresentata spesso da schegge impazzite in cui oramai imperversa il pettegolezzo, la gelosia, l’invidia e i soli personalismi. In questo clima, chi la fa da padrone è ormai l’antipolitica, espressione di alcuni movimenti rappresentati da “improvvisati” esponenti che non hanno la minima idea di cosa significhi governare città, regioni e Nazione. Non è certo questa la visione della politica, di quella nobile arte di un tempo, che avevo sposato quando decisi di mettermi in gioco e scendere in campo per il bene della mia città e dei miei concittadini. L’ultima seduta di Consiglio comunale ha rappresentato l’emblema del livello più basso su ogni fronte che la “politica” poteva offrire. Malgrado spesso, venga tacciato di eccessivi interventi in Consiglio, nel corso dell’ultima assise comunale, volutamente ho deciso di non prendere la parola, per la sola ragione che non posso e non voglio più interloquire su dibattiti dal bassissimo livello almeno fino a quando la politica vera e costruttiva, non prenderà il sopravvento sui personalismi di alcuni soggetti, sia di uno schieramento che dell’altro, ai quali ormai assistiamo quasi quotidianamente. La città vive un momento storico di crisi, in cui la classe politica pensa solo a risolvere le beghe interne, mentre la gente è comprensibilmente stanca e avvilita della situazione; tanti cittadini non collaborano, sottraendosi ad un senso/dovere civico che sembra non appartenergli; tanti commercianti del centro storico pensano solo a lamentarsi di tutto e tutti, senza avanzare nessuna valida proposta che possa far ridecollare, con l’aiuto dell’amministrazione comunale, un’ economia orami allo stremo in cui i proprietari degli immobili del centro preferiscono tenere le saracinesche abbassate e rendere del tutto infruttiferi i propri patrimoni immobiliari, piuttosto che ridurre il costo dei canoni di locazione; le associazioni di categoria, di fatto esistenti solo sulla carta, che non riescono a fornire il necessario supporto propulsivo; l’università che ormai da anni è rintanata in quella che è diventata una cattedrale nel deserto di Germaneto. E in tutta questa situazione di caos, disperazione, avvilimento e pressapochismo che ha fatto perdere il bandolo della matassa a chi è preposto alla soluzione di determinate problematiche, chi ne trae cospicui benefici sono i soliti noti di Catanzaro che continuano indisturbati a dormire sonni tranquilli all’interno dei loro feudi commerciali. E’ giunta l’ora di reagire e dire basta!!! Il mio dovere è quello di dare risposte concrete alla gente, è il ruolo assegnatomi dalla fiducia ricevuta che me lo impone, ma da soli si può fare ben poco ed è per questo che rivolgo un accorato appello a tutti coloro che, armati di buona volontà e di giusti intenti, vogliono finalmente rimboccarsi le maniche, voltare questa triste pagina e dare seriamente avvio ad un lavoro di rinascita della città capoluogo.
