Il Coisp replica all’Anm di Catanzaro, Brugnano: "Abbiamo toccato un nervo scoperto"

Lunedì 08 Maggio 2017 16:09 di Redazione WebOggi.it

“La replica della presidente della Giunta Esecutiva Distrettuale dell'Associazione Nazionale Magistrati,  ad   un’espressione di democratico dissenso,  per una sentenza che  lascia l‘amaro in bocca agli Appartenenti alle Forze di Polizia ed ancor più ai cittadini rispettosi delle regole che, presidiano alla civile convivenza, dimostra che, abbiamo toccato un nervo scoperto, è la rappresentazione di un sistema che, mostra tutte le sue lacune e lo pone in contraddizione con il bisogno di sicurezza dei cittadini”. Lo afferma in una nota, il Segretario Generale Regionale del Coisp, Giuseppe Brugnano, dopo il caso di otto persone, arrestate in un’operazione interforze, nei quartieri a rischio di Catanzaro, ma, il cui arresto, non è stato nemmeno convalidato dal giudice. “Il diritto Costituzionale, ad esprimere il proprio dissenso - prosegue il Segretario calabrese del Sindacato Indipendente di Polizia - vale anche, per gli Appartenenti alla Polizia di Stato e per le Organizzazioni Sindacali di categoria.  La nostra posizione, a nostro parere, non è solo quella del Coisp  ma, riflette il pensiero di gran parte delle Forze dell’Ordine e dei tanti cittadini per bene che, ogni giorno, devono fare i conti con una criminalità che, condiziona ogni scelta. Non siamo entrati nel merito rispetto ad una possibile applicazione di misura che, sarebbe comunque di pertinenza di un Giudice. L’incongruenza sta nel fatto che, lo stesso Giudice, abbia deciso di non convalidare, nemmeno gli arresti, determinando, certamente in modo inconsapevole, quel sentimento di impunità diffusa che scoraggia la cittadinanza di quei luoghi, assetata di atti concreti che riequilibrano la convivenza civile. D'altronde, bisogna entrare nei termini della questione, sottolineando che una delle persone arrestate avrebbe rubato energia elettrica per una somma pari a circa 15 mila euro”. Secondo Brugnano, “vorremmo far notare che, appena poche ore dopo, lo stesso tipo di arresto, è stato convalidato da un altro giudice di Catanzaro. Esiste allora  un problema di applicazione delle leggi? Esiste una questione di responsabilità, da parte dei giudici, rispetto alla lotta alla criminalità, nel senso più ampio del termine? E’ democratico esprimere  un’opinione, quando rileviamo un anomalo percorso di legalità? Lontano da noi l’idea – continua il Segretario regionale del Coisp - di non appoggiare e non esaltare l’opera di una Magistratura che ogni giorno dimostra di combattere, insieme agli organi della Polizia Giudiziaria, il crimine organizzato e quello diffuso. Anzi, non si può non riconoscere, che il Coisp, proprio in relazione alla sua natura di soggetto sindacale “non rintanato” nelle Questure e nei Comandi di Polizia, ha sempre sostenuto con i fatti e con le parole i Magistrati inquirenti e quelli giudicanti in un territorio così complesso e così pericoloso, qual’è quello del territorio catanzarese e della sua provincia. Ma la nostra onestà intellettuale, - conclude Giuseppe Brugnano - non può, allo stesso modo, sottacere quanto frustrante possa essere il contenuto del dispositivo “incriminato”, per il lavoro di intelligence e di prevenzione messo in atto dagli organi di Polizia Giudiziaria e dagli altri apparati istituzionali, impegnati quotidianamente nel tentativo di ripristino della legalità presso Viale Isonzo 222 e quartieri limitrofi di Catanzaro”.


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