I sindacati di polizia uniti contro il Questore Di Ruocco

Giovedì 31 Maggio 2018 13:18 di Redazione WebOggi.it

La Questura di Catanzaro è in attesa della fine della notte buia. I Sindacalisti della Polizia di Stato Morelli, Arcuri, Nuzzello, Paradiso e Cunsolo: “I cittadini devono sapere contro chi ogni giorno deve combattere il poliziotto catanzarese: contro il suo Questore!”   “Nell’esprimere piena vicinanza ai colleghi dei Sindacati di Polizia del Siulp e della Consap impegnati nella legittima battaglia di rivendicazione dei fondamentali diritti dei poliziotti della provincia catanzarese, le Organizzazioni Sindacali Coisp  (il Sindacato Indipendente di Polizia), Siap (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia), Fsp (Federazione Sindacale di Polizia) e Consap (Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia) stigmatizzano ancora una volta l’operato assolutamente negativo del Questore di Catanzaro, Amalia Di Ruocco, inosservante delle regole dettate dal Ministero dell’Interno sull’andamento della ordinaria amministrazione della Polizia di Stato.” Lo affermano Rocco Morelli Segretario Generale Regionale del Coisp, Massimo Arcuri Segretario Generale Provinciale del Coisp, Vito Nuzzello Segretario Provinciale del Siap, Vincenzo Paradiso Segretario Provinciale di Fsp e Antonio Cunsolo Segretario Provinciale della Consap in una nota congiunta fortemente critica nei confronti del Questore di Catanzaro Di Ruocco. “A Catanzaro, come a Belluno e Siracusa, - affermano i Sindacalisti della Polizia di Stato - vige per i Poliziotti e per i Questori l’osservanza dei dettati dell’Accordo Nazionale Quadro, strumento giuridico cardine per la regolazione dei rapporti e degli eventuali conflitti fra Questore, rappresentante del Ministero degli Interni, e le Organizzazioni Sindacali, come uniche rappresentanze dei lavoratori. Le regole “di ingaggio”, certamente sconosciute al grande pubblico, sono in fin dei conti semplici, attuabili in tavoli di concertazione, spesso efficaci se esiste il rispetto dei ruoli.” “A Catanzaro l’armonia – precisano i Sindacati di Polizia -  che deriverebbe dal rispetto dei ruoli (che è poi il frutto del rispetto della Regola) è un’utopia. Qui l’Accordo Nazionale Quadro è carta straccia, è costantemente violato, unilateralmente, dalla Di Ruocco. In occasione delle ultime consultazioni elettorali, che hanno visto l’impiego massiccio degli Operatori del Comparto Sicurezza, come al solito attenti vigilanti sul libero esercizio al voto, il Questore Di Ruocco, per comandare il personale della Digos in servizio con turnazione difforme da quella prevista, ha inviato alle Organizzazioni Sindacali informazione preventiva che per forma e sostanza viola l’Accordo Nazionale Quadro poiché, in barba a quanto previsto, ha semplicemente indicato che quel personale sarebbe stato impiegato 24 ore su 24, senza alcuna indicazione sulla effettiva tipologia dell’orario. Atti di questo tipo denotano una profonda indifferenza del Questore non solo nei confronti del Sindacato ma soprattutto nei confronti di quei colleghi che devono assicurare lo svolgimento di un servizio molto delicato per il quale l’equilibrio psico-fisico è condizione necessaria e sufficiente. Tale condizione può essere assicurata solo dalla possibilità di godere di ore di riposo. Cosa non consentita dal “nostro” Questore né prevista.” “Solo a seguito di azione di vigilanza comune dei Sindacati rappresentativi della provincia, si è evitato un altro colpo di mano della solerte dirigente, - insistono il Coisp, il Siap, l’Fsp e la Consap - tendente a mutare l’orario di servizio dei colleghi che, già in regime di settimana corta, avrebbero dovuto svolgere servizio anche nella giornata di sabato. Stiamo rappresentando il caso di Uffici non operativi ma burocratici che assolvono al gravame delle “carte” dal lunedì al venerdì, che assicurano la copertura di tutti i pomeriggi e, salvo esigenze di ordine pubblico o di sicurezza pubblica valide per tutti gli operatori, riprendono la loro efficienza il lunedì. Per ragioni ai più sconosciute e per meglio andare in fondo alle terga dell’ortolano in uniforme, il Questore pretende la copertura del sabato per consentire al poliziotto designato di protrarre l’orario di servizio, di non godere del naturale spazio familiare trascurato nel corso della settimana (i rientri settimanali si protraggono fino e oltre le 18.00) di effettuare, in ragione del turn over, il servizio “da solo”, di contare il passare delle ore prefestive, di guardare e rimirare gli arredi dell’Ufficio, di meditare sulla propria esistenza e, infine, di fuggire alla campanella.” “Perché tutto ciò?”. Si chiedono i Sindacati di Polizia. “Perché sfruttare in questo modo inutile un Poliziotto che lì, quel giorno, non serve e che magari può dare molto di più in altri contesti e in altri spazi e in altri tempi?” “Come abbiamo più volte ribadito alla stampa e al Dipartimento della Pubblica Sicurezza attraverso le rispettive Segreterie Nazionali non è nelle corde del Questore Di Ruocco finalizzare l’azione amministrativa verso il dipendente, verso il suo benessere ma, per natura e per formazione personale, la Di Ruocco è tesa più allo sfruttamento, alla persecuzione del tapino, alla sua distruzione pragmatica, all’ottenimento dei propri risultati che non tengono certamente conto del sacrificio e del disagio del Funzionario e dell’Operatore di Polizia.” “Questa distanza dall’uomo, dal Poliziotto si riscontra ancor di più se analizziamo la sua azione devastatrice nella contrazione dei diritti degli Operatori ed in particolare quando non fa godere ad essi il diritto del buono pasto. Quante volte il Poliziotto tipo catanzarese ha saltato il pasto, lavorando in Questura; è eventualità molto facile che si verifichi. Spesso la mensa del Polifunzionale a Cavita non può essere raggiunta e anche negli uffici cosiddetti “burocratici” come Gabinetto e Pasi, l’eventualità di proseguire nel servizio senza soluzione di continuità è pari all’esigenza connessa ad un pedinamento o a un ascolto telefonico. Andare verso il dipendente avrebbe significato allargare gli spazi interpretativi di una norma già lacunosa in sé (infatti stiamo ancora attendendo la circolare esplicativa del Ministero) ma questo non è nelle corde del questore Di Ruocco.” “Il risultato: spesso il collega impegnato nella redazione urgente di un ordinanza o nella stesura di un verbale di accertamento di violazione amministrativa salta il pranzo, non raggiunge la mensa, oppure paga il panino di tasca sua. E chissenefrega! Sono solo piccole rappresentazioni – concludono Morelli, Arcuri, Nuzzello, Paradiso e Cunsolo - di una conduzione assolutamente nefasta per il personale della Questura di Catanzaro che siamo costretti ancora una volta a denunciare, avendo già richiesto in termini formali gli interventi del Ministero degli Interni e dello stesso Capo della Polizia. Speriamo che sprazzi di luce possano aprirsi anche per la Questura catanzarese e per i suoi Poliziotti, troppo ottenebrati da una conduzione fuori dal tempo, dubbia e angosciante. In attesa, certamente, noi non molliamo, non un passo indietro, anzi siamo pronti a proclamare azioni eclatanti a tempo indeterminato”.  


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